Marina Martorana è giornalista di attualità, autrice di manuali/saggistica e consulente di comunicazione
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E’ nata l’Associazione culturale Spazio Verbano

La cultura può valorizzare un paradiso trascurato?

Spazio Verbano guarda avanti con innovazioni sociali

La novità

È nata l’associazione culturale Spazio Verbano, con sede a Brebbia (VA)Una spinta socioculturale per una zona trascurata, che ha bisogno di solidarietà, di unità e di idee anche fuori dagli schemi, per aprirsi al nuovo e sollecitare proficui confronti. Fondamentali per un necessario sviluppo economico nel territorio.

Bando ai campanilismi quindi, Spazio Verbano non coltiva alcun orticello, anzi, è trasversale alle soggettività locali. L’associazione infatti punta alle innovazioni sociali. Desidera anche creare sinergie e partnership per far crescere le realtà non ancora note o non sufficientemente valorizzate.

Perché Spazio Verbano

Perché…c’è un lembo d’Italia nella provincia di Varese, a cinquanta chilometri da Milano, in area Malpensa International Airport, a pochi passi dal confine con la Svizzera e vicina al resto dell’Europa che non è molto conosciuta. Eppure lussureggiante, dalle origini umane preistoriche, con tramonti mozzafiato e caratteristiche baiette balneabili. Si tratta della sponda lombarda del Lago Maggiore (e dei suoi dintorni), più frequentata da stranieri che da italici vacanzieri.

Mission di Spazio Verbano

La nuova associazione intende valorizzare e promuovere non solo le bellezze dell’area lacustre ricca di natura, arte, storia ma pure i suoi preziosi talenti umani. Come? Con incontri socioculturali, conferenze, workshop, seminari, convegni, presentazione di libri. Tra i tanti argomenti, non mancano poesia, letteratura, psicologia, salute e attenzione all’ambiente.

I fondatori di Spazio Verbano

Membri del consiglio direttivo sono la giornalista Marina Martorana, titolare dello studio di info-comunicazione Martorana&Partners (presidente), Alessandro Terranova (vice presidente) e Sergio Russo (segretario-tesoriere), entrambi di Black Gear Society, realtà di digital communication

Nota di geografia

La provincia di Varese conta 138 Comuni e 7 laghi (oltre a diversi laghetti): Lago Maggiore, Lago di Varese, Lago di Monate, Lago di Comabbio, Lago di Ghirla, Il Ceresio, Lago di Ganna. E il tratto costiero che parte da Sesto Calende si articola per una sessantina di chilometri sino al Canton Ticino. I Comuni che si affacciano sul Lago Maggiore lombardo sono 15: Tronzano Lago Maggiore,Maccagno con Pino e Veddasca, Luino, Germignaga, Brezzo di Bedero, Porto Valtravaglia, Castelveccana, Laveno Mombello, Leggiuno, Monvalle, Brebbia, Ispra, Ranco, Angera, Sesto Calende.

Spazio Verbano si occuperà (anche) dei bellissimi dintorni di questo piccolo paradiso.

Info

L’Associazione culturale Spazio Verbano ha sede a Brebbia (VA), in via Giuseppe Mazzini 14, a Villa Brumar

Email: spazioverbano@gmail.com

Telefono: +39 3483324117

Facebook: https://www.facebook.com/spazioverbano/

Linkedin: https://www.linkedin.com/company/spazio-verbano-associazione-culturale

Italia da valorizzare: focus sulla sponda lombarda del Lago Maggiore

Promuovere il territorio. Una domanda che mi pongo sempre ( e non fatico a credere di non essere certo l’unica a pensarci) è questa: per quale motivo i nostri illuminati governanti non puntano concretamente sul turismo per rilanciare socio-economicamente l’Italia? E non mi pare neppure chissà quale ultrasofisticata strategia di sviluppo da menti eccelse: il nostro Paese – si sa – è universalmente ritenuto il top, un affascinante condensato di arte, storia, natura. Eppure non risulta prioritario promuoverlo, valorizzarlo, creare infrastrutture, attivare il wi-fi, abbassare tasse & balzelli a chi si occupa di turismo per consentire agli imprenditori di fare investimenti nelle strutture stesse e, non certo ultimo, per poter offrire al pubblico –  nazionale e internazionale – vacanze confortevoli a prezzi in relazione. Si sente spesso circolare la frasetta: ” Vado al mare all’estero –  tra gli esempi Spagna/Baleari, Tunisia, Marocco, Grecia e isole – perché costa molto meno che in Italia a fronte di migliori alberghi e organizzazione”. Purtroppo in linea di massima è vero.

E inutile, tra comuni mortali lontani da poltrone e logiche politiche, chiedersi il perché, come cantava Bob Dylan  the answer is blowing in the wind.  Detto ciò, naturalmente chiunque può far qualcosina per incentivare la conoscenza di italici luoghi bellissimi e poco noti.  A me è venuto in mente di scrivere romanzi gialli ambientati lungo la sponda lombarda del Lago Maggiore, in pratica ho usato un genere di letteratura alla portata di chiunque per presentare un lussureggiante territorio lacustre ricco di storia e di arte che merita assolutamente di essere molto più conosciuto e frequentato. 

Il terzo ( e nuovissimo) libro della serie è Verbano Rebus, edito come gli altri due – Morte sul Verbano e Intrigo Internazionale sul Verbano – dall’editore Pietro Macchione di Varese.  Va precisato che Macchione si occupa da anni di un aspetto importante: diffondere la cultura della ( e nella) provincia di Varese.  Il classico piccolo editore c’era una volta, senza sovvenzioni, finanziamenti e quant’altro, che da solo e con un forte impegno socioculturale riesce a pubblicare  50/60 volumi all’anno nelle varie collane.

La prima presentazione locale di Verbano Rebus sarà a Brebbia (VA) domenica 29 ottobre, ore 17.30, al lounge bar La Madonnina, in via Giacomo Matteotti 5.

Vale la pena fare un salto: la location dell’evento è proprio davanti alla fascinosa chiesa di Brebbia, monumento nazionale edificato e in seguito ristrutturato con marmo bianco di Angera, le cui origini affondano nell’ante-Cristo. Pare, affondando nella secolare notte dei tempi, vi sia stato un tempio dedicato alla dea Minerva.  W l’Italia.

Il fagiolo autoctono è diventato libro: presentazione sabato 27 maggio a Brebbia (VA)

Ed ecco una novità editoriale…dal campo alla libreria: I fagioli “fasòeu” di Brebbia  
Tradizione e storia – Buona cucina e amicizia
di Domenico Gioia
Presentazione del libro sabato 27 maggio 2017, ore 19.00, nel Salone dell’ex Asilo in piazza della Chiesa a Brebbia (VA).
Seguirà cena  – su prenotazione –  con piatti a base del rinomato legume, a costo contenuto.
Insieme all’autore e ai Volontari, saranno presenti come relatori:
– Pietro Macchione (editore di I fagioli “fasòeu” di Brebbia)
– Federica Lucchini ( giornalista La Prealpina)
– Matteo Fontana    (giornalista La Provincia di
Varese)
– Maria Carla Cebrelli (giornalista Varesenews)
Con la partecipazione dello chef Sergio Barzetti
Modera l’incontro Marina Martorana

Per info e prenotazioni: ifasoeu.brebbia@gmail.com

Premessa.
Non tutti sanno che il fagiolo (genere Vigna) era coltivato in Italia ben prima della scoperta dell’America. A partire dal I secolo d.C. anche sul verdissimo e fecondo territorio agreste di Brebbia si produceva questo legume.
NB: Brebbia è un grazioso paesino adagiato in un contesto di saliscendi collinari sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, nella provincia di Varese. In centro paese spicca una imponente e antica Chiesa in marmo bianco in stile romanico, catalogata come monumento nazionale.
Ma torniamo al fagiolo, anzi, al “fasòeu” come si dice in dialetto locale. Che nel passato è stato per i brebbiesi non solo un ottimo alimento proteico ( definito la carne dei poveri), ma anche merce e moneta di scambio. Da esso gli abitanti traevano di che vivere e sostenersi.
Qualche anno fa Domenico Gioia, durante il suo mandato prima come assessore e poi come sindaco di Brebbia, pensò di reintrodurne la coltivazione insieme con un gruppo di cittadini-volontari, con l’obiettivo di valorizzare e promuovere il territorio, nonché le sue tradizioni agro-alimentari.
Il 23 ottobre 2009 venne stilato, tra il gruppo di coltivatori e la Condotta Slow Food di Varese, il Disciplinare di Coltivazione del Fagiolo di Brebbia.
Così tutto ripartì sulla scia della sostenibilità e del consumo di “cibo buono, pulito e giusto” . E rinacquero dalla generosa terra brebbiese i preziosi piccoli legumi tondeggianti, con una tipica macchietta scura all’attaccatura germinativa che li contraddistingue anche nella denominazione : “i fagioli con l’occhio”
La comunità Slow Food, nata intorno al fagiolo di Brebbia, è stata protagonista in molte importanti manifestazioni, tra cui Terra Madre di Torino, Slow Beans di Orvieto e Trento, oltre a Expo 2015 di Milano, suscitando interesse socioculturale e alimentare
In questo libro Domenico Gioia racconta per filo e per segno l’insolita vicenda. Un percorso singolare che, oltre ad aver ripristinato una coltura storica, ha fatto rinascere il desiderio di socialità, di solidarietà e il senso di appartenenza tra le tante persone che hanno partecipato agli avvenimenti.
Grazie a questo prezioso fagiolo, infatti, è  nato nella campagna brebbiese un vero e proprio orto comunitario. E si è dato vita a due avvincenti appuntamenti annuali: la sbaccellatura in piazza e la festa promozionale, di inizio ottobre, con degustazione di pietanze tutte a base di fagioli: sono nate così le oltre 70 ricette riportate nella seconda parte del libro.

Scheda Libro
Titolo: I Fagioli “fasòeu” di Brebbia
Sottotitolo: Tradizioni e storia – Buona cucina e amicizia
Autore: Domenico Gioia
Editore: Macchione
Numero di pagine : 183 ( con diverse foto a colori)
Costo: 20 euro
Dove acquistarlo: in libreria, direttamente dal sito dell’editore www.macchionepietroeditore.it, nei principali bookshop on line, nel negozio “La Casera” di Brebbia