Marina Martorana è giornalista di attualità, autrice di manuali/saggistica e consulente di comunicazione
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Quarto giallo (sul Verbano lombardo) – tredicesimo capitolo, seconda parte

Capitolo XIII – seconda parte

L’ospedale di Cittiglio era una micro realtà, rispetto ai nosocomi di Varese. Ma estremamente efficiente. Appena entrata la rossa detective vide l’omone tatuato che l’aveva aiutata a bloccare Laura. Si aggirava nella sala d’aspetto

E’ ancora dentro” la aggiornò, porgendole cortesemente la mano. E si presentò, Walter Rossi

Ma lei è qui per Rami?” Teresa lo squadrò da capo a piedi, un po’ stupita 

Beh sì..ho fatto qualcosa di sbagliato?” rispose di getto, attento e sulla difensiva   

Cosa dice mai! Mi fa piacere la sua partecipazione… – lei era particolarmente abile nel dissimulare la diffidenza, allenata da anni e anni di scuola accademica e sul campo – non capisco bene il motivo della sua presenza qui, ecco tutto!”

Mi sento coinvolto dottoressa Leone, ero amico del padre di Laura …” ammise fissandola negli occhi 

Ah certo, ora vive a Chicago..dovremo avvisarlo, o lo farà Lucilla” tagliò corto 

No, no… intendo il suo vero padre..Attilio Contini”

La detective sobbalzò: “Attilio Contini??”

Non lo sapeva? “

“Ma no davvero! Mi racconti tutto” e senza farsi vedere azionò il registratore dall’orologio spy

Si sedettero su di una lunga panca di metallo in corridoio. Parlavano sottovoce

La mamma di Laura aveva avuto una relazione con Attilio..”

Non era l’uomo di Agata Pirovano?”

“ Beh no, non più… all’epoca non stavano più insieme da un po’. Lui poi si era innamorato di Sabina, che era infelicemente sposata, sa come vanno queste cose…”

So, so…continui!”

Attilio aveva affittato quell’appartamento a Caravate…”

Quello…dove è stato aggredito il mio braccio destro?”

Sì, proprio quello. Sabina era incinta di Laura, voleva cominciare una nuova vita con lei. Aveva trovato un lavoro in fabbrica, per la prima volta in vita sua….penso …ci tenesse molto. Lei aveva lasciato il marito, che viveva con la sorella a Leggiuno. Purtroppo la bimba non aveva ancora compiuto 4 anni quando la mamma è mancata nel giro di poco per un tumore fulminante. A quel punto, visto che Sabina non aveva divorziato, risultava ancora sposata con Mario Terzi e lui ha messo di mezzo un bravo avvocato. Ha dato il suo nome alla piccola e l’ha formalmente adottata ”

E..perché?”

Attilio, disperato per la morte di Sabina, aveva lasciato il lavoro e ripreso la vita da balordo…alcol, droga”

Quindi Mario Terzi l’ha fatto per proteggere la bimba”

Naturalmente, Poi ha avuto un’occasione importante di lavoro negli Stati Uniti e l’ha lasciata a sua sorella”

Teresa intanto aveva chiesto a un’infermiera notizie di Rami, ancora non si sapeva nulla.

E ..Attilio Contini? Non ha mai reclamato sua figlia?”

E’ stata Laura, una volta adolescente e al corrente della verità sulle sue origini, a rintracciarlo. Lui non aveva niente da offrirle, abitava in una casupola nei boschi sopra a Cittiglio, solo. Viveva di espedienti..so che ogni tanto vedeva Agata, ma non sono più tornati insieme. Né credo lei abbia mai saputo di Laura”

Non so come ringraziarla, Walter, lei oggi mi sta dando grossi aiuti…”

In quel mentre passò una barella con Rami sdraiato: testa fasciata, flebo, telo verde lungo il corpo. Lei si avvicinò ma lui era sedato.

Lo portiamo nella stanza numero 15” le disse un infermiere, vada a parlare con il chirurgo “ e le indicò la porta. Teresa non aspettava altro ed entrò con il cuore in gola

Mi dica dottore, come sta Rami Grondin?”

L’ometto alto e dinoccolato le sorrise:” Forte tempra il suo amico, ne avrà per un po’ ma non ci sono stati danni interni o particolari. Si riprenderà bene”

Un enorme sospiro di sollievo. “Grazie! Quando può tornare a casa?”

Eh, adesso non corra. E’ meglio stia qui in osservazione per una settimana, così medichiamo noi le ferite. Non gravi ma profonde, abbiamo messo qualche punto”

E quando posso vederlo, parlargli…?”

Adesso no, è meglio domani. Per precauzione gli abbiamo somministrato un’anestesia un po’ più forte perché riposi tranquillo. E’ importante un adeguato trattamento post traumatico in casi di botte come le sue alla testa”

La detective uscì dall’ospedale con Walter. Formavano una coppia buffa e male assortita.

Senta..lei si è fatto un’idea su chi abbia ucciso Attilio?”

Ero in Germania, ho seguito tutto dai giornali on line. Da tanti anni abito ad Amburgo, ho sposato una tedesca e abbiamo una birreria, lei adesso è lì che lavora. Oggi sono in zona ma solo per qualche giorno, sono venuto a trovare i miei parenti”

Sì ma ..cosa ha pensato? Eravate amici…”

Mah..così da lontano è difficile…”

Suvvia, mi è chiaro lei abbia un’opinione…può dirmela, dopo tutto questo tempo..”

..guardi che non intendo puntare il dito contro nessuno!”

Ma no, non è questo il senso…” insistette la detective – è un caso che non verrà riaperto, se non espressamente richiesto dai familiari…che non mi sembra ne abbiano intenzione, da quanto mi ha detto di recente Ambra, la sorella di Attilio: per loro è stata una liberazione”

E me lo immagino, è sempre stato un ragazzo difficile, ingestibile …e dopo la morte di Sabina è sceso negli abissi..”

Magari l’ha ucciso Agata Pirovano…” buttò lì l’investigatrice

No, non lo penso. A lei faceva troppo comodo, era un’opportunista, lo sfruttava in ogni senso…ho letto che erano spariti dei soldi da una specie di cassaforte…e per questo tutti avevano ritenuto fosse stata Agata..io no”

E allora lei a chi ha pensato?”

Tacque, abbassò gli occhi. Infine mormorò: “…a Laura”

…e perché mai?” gli domandò incuriosita

Erano nel parcheggio antistante l’ospedale, avvolti dalla luce pastosa del tramonto. Una brezza scompigliava i lunghi capelli fulvi di Teresa. L’omone tatuato si trovava in imbarazzo, continuava a tossicchiare e a passarsi la mano sul cranio semipelato.

Dottoressa Leone, quando mi capitava di incontrare Attilio e di scambiare due chiacchiere con lui davanti a un bicchiere, si confidava con me..cosa vuole, eravamo stati compagni di classe alle scuole elementari..e così sapevo che sua figlia lo detestava. Lui era molto dispiaciuto, ma incapace di far qualcosa per risolvere il problema”

D’accordo, tuttavia tanti ragazzi da giovani ce l’hanno col padre…da qui a farlo fuori…”

Laura ci aveva già provato – bisbigliò – e proprio con quel coltello…ora devo proprio andare”

E si allontanò quasi di corsa verso la sua macchina

. continua 

Quarto giallo (sul Verbano lombardo) – tredicesimo capitolo, prima parte

Capitolo XIII – prima parte (la seconda sarà on line domani, 6 febbraio)

Ascoltava Samba Pa Ti di Carlos Santana, che aveva scaricato in MP3 con altre canzoni che le piacevano, mentre si faceva la doccia. La mattina seguente Teresa stava cincischiando sotto l’acqua scrosciante quando lo smartphone la riportò all’ordine. Aveva inserito la semplice suoneria evergreen che fa “drin drin”. Spense la musica e uscì dal box gocciolante per rispondere. Era Nino Salemi.

La tizia sta in un appartamento a pianterreno, a Caravate, ti mando l’indirizzo” l’agente era sempre tanto efficiente quanto super sbrigativo, lei non fece neanche a tempo a dir qualcosa che aveva già chiuso. Le arrivò subito un whattsapp con le coordinate

Si asciugò e vestì velocemente.

Rami – lui era al pc, in ufficio – Laura Terzi è a Caravate”

E che ci fa?”

Lei gli disse della chiamata di Salemi

Ok, vengo con te. Non possiamo mettere di mezzo la Polizia perché è sparita da casa, meglio accertare noi di cosa si tratta”

Da Gemonio a Caravate il passo è breve. Imboccata la Statale n. 394 Varese-Laveno, in una decina di minuti erano nel grazioso paesino di circa 2.500 abitanti, adagiato tra le colline del varesotto. Dopo aver parcheggiato a una certa distanza dall’abitazione, i detective si erano nascosti in un fossato, dietro a massicci alberi. Dall’altra parte della strada visualizzavano una piccola e anonima palazzina tinta di un bianco che avrebbe avuto bisogno di una ripassata di colore. L’auto di Laura Terzi era lì, di lato. Rami aveva inforcato il binocolo, un modello ultrasofisticato:”E’ dentro, la vedo. Cosa facciamo?”

Bella domanda.. aspettiamo che esca..?”

Hmm…se suoniamo adesso, non commettiamo un reato”

In quel mentre arrivò il furgone della Bofrost. L’incaricato, con una enorme borsa freezer, si avvicinò al campanello. Rapidissimo, Rami lo aveva raggiunto prima che pigiasse il pulsante.

Non sapevo che consegnaste anche in questa zona” esordì “io sto a Gemonio, sarei interessato al vostro servizio”

Guardi che noi portiamo ovunque gli ordini!” borbottò il tipo

Ah, bene, non lo sapevo. Queste persone sono suoi clienti da tanto?” e indicò la porta

Certamente, i nostri prodotti sono buonissimi, chi li prova continua a prenderli”

Non era la risposta che avrebbe desiderato. Si spostò per non farsi vedere mentre avveniva la consegna. Attese qualche minuto che l’uomo si allontanasse con il suo mezzo carico di vivande surgelate, fece segno a Teresa che sarebbe entrato in azione. E suonò il campanello, non c’era alcuna targhetta identificativa.

Laura, quando se lo trovò di fronte, fece una smorfia di disappunto.

E lei che ci fa qui? Che vuole?”

Era molto diversa da come la ricordava, timida e severa anche nel look. Decisa, dal piglio volitivo, ora indossava un abito aderente rosso, corto a metà coscia e sandali bianchi con tacco. Lo guardava dall’alto in basso.

Sua zia e il suo fidanzato sono preoccupati perché non sanno più niente di lei, invece di far fare loro una denuncia alla Polizia, ho provato a cercarla io”

Ma bravo. E ora che mi ha trovata?” lo sfidò lei

Intanto sono contento non le sia successo niente di brutto…”

Entri, entri…posso offrirle un caffè?”

Perché no…”e la seguì all’interno.

Teresa osservava la scena col super binocolo. Quando vide la porta richiudersi alle spalle di Rami, non si sentì affatto tranquilla.

Sa, ho bisogno di evadere un po’ dalla mia vita pesante, sempre con la zia malata…- iniziò a raccontare Laura mentre preparava la moka – così ho affittato questo appartamento…”

L’investigatore si guardava in giro senza che lei se ne accorgesse. Si trovava in un ampio locale con cucina a vista e salotto. Sul tavolino erano ammonticchiati tantissimi giornali, soprattutto quotidiani. Un paio di porte adiacenti erano chiuse.

Quindi questo è il suo rifugio” constatò

Esatto. Ultimamente non ne potevo più..” continuò lei con scioltezza “ vuole il latte? Ce l’ho solo a lunga conservazione” e si chinò per aprire una cassapanca. Il detective non si rese conto che aveva estratto un batticarne. Lo colpì inaspettatamente in testa con violenza tre volte. Lui cadde a terra, stordito, con il sangue colante che gli impediva di vedere cosa stesse accadendo.

Teresa nel frattempo si era avvicinata all’ingresso, per guardare dalla finestra. Laura uscì di corsa in direzione della sua macchina, ma l’investigatrice la placcò con una mossa di judo.

La bloccava completamente, a cavalcioni su di lei.

Mi lasciii – strillava invano, la detective aveva chiamato un passante :”Ho bisogno di aiuto, sono una consulente della Polizia di Stato”

L’uomo si avvicinò stranito, non gli era mai capitato di vedere una scena così

Entri in questa casa – gli ordinò con tutto il fiato che aveva – mi spieghi cosa succede e cerchi della corda”

Il tizio obbedì, subito dopo ricomparve gridando, spaventato, che c’era un uomo di colore in una pozza di sangue. “Chiamo l’ambulanza?” chiese turbato alla rossa che tratteneva al suolo un’altra donna urlante, che si divincolava

Sì al volo…e mi dia una mano con questa qui, è lei ad averlo colpito”

Un paio di macchine si erano fermate nel frattempo e i guidatori erano scesi allibiti, per vedere cosa stava capitando in quel tranquillo angolo di campagna.

Teresa si presentò e diede concitatamente le spiegazioni di prassi.

Un omone stazzato, ricoperto di tatuaggi, aveva letto di lei sui giornali e andò a prendere della corda da pesca, una fune treccia marina, che teneva nel bagagliaio. “Lasci a me, io faccio i nodi alla marinara” la detective era troppo esausta per ribattere che li sapeva fare e finalmente , fermata Laura con un un paio di improvvisate manette e un sorvegliante dall’aspetto truce, poté lasciarla e correre a vedere come stava Rami.

Lo trovò svenuto, non le rispondeva. Gli tastò il polso, pareva regolare. Il sangue però usciva ancora da varie ferite nella regione occipitale del cranio, in apparenza superficiali. Prese un asciugamano nel bagno, lo passò sotto l’acqua fresca e glielo avvolse intorno alla testa. In quel mentre arrivò a sirene spiegate l’ambulanza e anche la volante della polizia, avvisata dagli operatori dello stesso mezzo di soccorso quando avevano saputo cosa era successo.

L’uomo che aveva telefonato loro necessitava di cure, era esangue, scioccato, afflosciato in un angolo dell’appartamento. Teresa lo ringraziò e lo affidò ai paramedici. Poi corse dagli agenti, che stavano ascoltando la descrizione dell’evento dal tipo pieno di variopinti tatoo e prelevando Laura.

Portatela subito dall’ispettore Terenzi, ora lo chiamo” e così dicendo finalmente la detective poté telefonare a Luca e aggiornarlo

Te la senti di essere presente all’interrogatorio?” le domandò Luca

Sì, certo che sì, DEVO ESSERCI – marcò

Lascia la tua macchina a un mio poliziotto e sali sulla volante, non guidare…distendi un attimo corpo e mente” le suggerì e così lei fece. In effetti sentiva il bisogno di rilassare i muscoli contratti per lo sforzo fisico e di allentare un po’ la concentrazione.

Laura taceva emettendo varie smorfie di strafottenza, nessuno le badava.

Arrivati a Varese, l’investigatrice prima di entrare nella Centrale di Polizia si assentò. E fece una capatina in un bar poco distante, aveva assolutamente bisogno di un doppio whisky. Lo chiese con ghiaccio per annacquare un po’ il malto. Era molto preoccupata per Rami. Sapeva solo che era stato portato all’ospedale di Cittiglio, il più vicino a Caravate. Per non perdere tempo prezioso. Una volta lì, senza aver ripreso conoscenza, era finito in sala operatoria. In quel preciso momento, era dentro da mezz’ora.

La detective percorse velocemente il tragitto sino all’ufficio di Terenzi, dove era già seduta Laura Terzi, senza manette ma scortata da una guardia armata.

Puoi aspettare fuori?” chiese al poliziotto, certa che ogni interrogatorio ha pure una sua psicologia da rispettare. Temeva che la presenza dell’agente con rivoltella inibisse la donna. Luca annuì, conosceva il modus operandi di Teresa.

E iniziò a parlare: “ Cosa ci faceva in quell’appartamento a Caravate da tre giorni? Lei risulta scomparsa, per la sua famiglia”

Mi riposavo”

Ok- proseguì Terenzi – e come mai non ha avvisato sua zia, il suo fidanzato e la scuola dove insegna?”

Ero troppo stanca per farlo”

Ok – l’ispettore pareva impassibile – e per quale ragione ha aggredito violentemente Rami Grondin, consulente della Polizia di Stato?”

Ha iniziato lui, io mi sono dovuta difendere”

Non è vero – saltò su Teresa – guardavo col binocolo professionale, un aggeggio militare potente, cosa stava accadendo e ho scattato diverse foto. E’ stata lei a colpire Rami alle spalle, lui non stava facendo niente” e posò sulla scrivania dell’ispettore il micro-file prelevato dall’orologio spy con le immagini. Luca lo aprì subito al pc e girò lo schermo per mostrare a entrambe la sequenza, che attestava le parole dell’investigatrice

E’ evidente lei stia mentendo – ruggì a quel punto Terenzi – ha intenzione di continuare l’interrogatorio così?”

Silenzio.

Va bene, lei è in stato di fermo – Luca andava volutamente per le spicce – le verrà assegnato un avvocato d’ufficio, se non ne ha uno e procederemo da prassi” chiamò l’agente fuori dalla porta e gli disse di portarla in guardina.

Rimasti soli, Teresa gli disse che bisognava avvisare la zia. L’ispettore passò l’incarico al sergente Gasparri. Poi chiamò l’ospedale di Cittiglio, Rami non era ancora uscito dalla sala operatoria

Luca, vado a Cittiglio, tanto adesso con la Terzi non c’è altro da fare”

Certo, vai. Non capisco il ruolo criminale di questa strana persona, tu hai qualche impressione?”

Temo di no. Stava facendo un doppio gioco, mi è oscuro il perché”

. continua 

Quarto giallo (sul Verbano lombardo) – dodicesimo capitolo, seconda parte

Capitolo XII  – seconda parte

Rami lesse e rilesse le carte giudiziarie on line dell’assassinio nel camping di Senigallia, avvenuto 26 anni prima. I cadaveri erano stati trovati verso le ore 22 da una dipendente, che aveva subito chiamato ambulanza e Polizia. Dapprima erano stati accusati del delitto dei nomadi, che avrebbero voluto stanziarsi con il loro camper nel campeggio marchigiano per poter usufruire dei servizi. I Germini non volevano “quel genere di clienti” e non accettavano più nemmeno di riceverli nel loro ufficio. La sera della loro morte, diversi lavoranti della struttura avevano visto quegli zingari aggirarsi all’ingresso per tentare di entrare e, probabilmente, convincere i proprietari ad accoglierli: si ipotizzava avessero pensato a una offerta economica allettante. Però nel corso dell’indagine non erano emerse prove all’interno dell’area cintata contro i sospettati e infine il delitto era stato archiviato come irrisolto. Valerio era menzionato solo in una breve nota della Procura: il figlio era ospite di vicini ( la famiglia del notaio Diego Pellini) circa dalle ore 19 e sino alle 2 del mattino,

Il detective non faticò, grazie al titolo professionale, a trovare su Internet il recapito di Diego Pellini, che nel nel frattempo si era trasferito ad Ancona. Digitò il numero di telefono dello studio notarile e spiegò alla segretaria che doveva parlare con la massima urgenza a Pellini.

Un minuto dopo una voce roca e profonda si qualificò come la persona cercata. Rami mise la chiamata in viva voce, Teresa si era avvicinata alla sua scrivania. L’investigatore gli dette qualche informazione attuale senza entrare nei delittuosi eventi per poi domandargli del passato, del rapporto suo e dei suoi familiari con il giovane Valerio Germini.

Ce lo eravamo preso a cuore – rispose l’interlocutore scandendo le parole – perché sembrava il figlio di nessuno. Triste, impaurito, magro, malvestito..i genitori erano duri e anafettivi, inadeguati…a noi faceva tanta pena. Mio figlio Mauro, che studiava all’alberghiera con lui, gli era molto affezionato, ce ne aveva parlato e abbiamo fatto il possibile per aiutarlo..senza farci scoprire da quelle canaglie che lo avevano adottato”

Mi faccia qualche esempio” l’investigatore voleva andarci a fondo

Tante piccole cose..ogni giorno mia moglie dava a Mauro due merendine per l’intervallo, una per lui e l’altra per Valerio che ne era sempre sprovvisto..ah, ecco mi torna in mente che i suoi non volevano partecipasse alle gite di classe – ridacchiò sornione – così facevamo telefonare ai Germini da una professoressa molto carina, che aveva ben capito la situazione, per dire che Valerio si sarebbe trattenuto a scuola tutto il giorno per via di un progetto in corso e simili ..invece pagavamo noi la sua quota e andava alle escursioni con i compagni di classe… “

Bravi..è molto bello quanto mi sta raccontando..e quando i suoi genitori adottivi sono stati uccisi? “Rami , con tono tranquillo, sperava di ottenere più informazioni possibile

Si riferisce all’alibi? “ chiese il notaio

Sì, anche..”

Abbiamo ritenuto di doverlo difendere dal pesante iter burocratico-giudiziario del caso, non era certo stato lui ad ammazzarli!” esclamò convinto

E poi cosa è successo?” domandò il detective facendo finta di non aver sentito la sua affermazione

Direi si sia leggermente ripreso, pian piano…ha ereditato, sistemato il camping..ma dubito che le sue cicatrici interiori si siano rimarginate, anzi, lo sostengo”

Perché lo sostiene?”

Mia moglie ritiene avrebbe dovuto fare una terapia psicologica, forse è vero. Ogni tanto ci viene a trovare, cena da noi e abbiamo l’impressione sia un po’ sfasato..”

Finita la conversazione, Rami e Teresa si guardarono a lungo senza proferire sillaba. Spedirono a Luca Terenzi il file con la registrazione, sempre in silenzio. Piovigginava ancora. Ludovico Lange arrivò all’improvviso con un largo cappello stile cow boy.

Sto andando a Varese, in Università. Ho deviato per vedere se c’era la sua macchina – disse rivolto alla detective – ho bisogno di parlarle…preferisco di persona”

Lei gli fece il gesto di sedersi. Il ragazzo aveva l’aria stanca e tesa.

Laura è scomparsa con la sua auto. Da due giorni né io né sua zia sappiamo dove sia finita…il suo cellulare risulta spento…non è neanche andata al lavoro, hanno chiamato Lucilla dalla segreteria del liceo dove insegna per chiedere spiegazioni”

E’ un suo comportamento consueto sparire?” domandò la detective

Ma no, assolutamente no! Non è mai successo. Ha la testa sulle spalle, Laura”

Rami intervenne: “ Ha provato a telefonare alle sue amiche? A qualcuno che la conosce bene”

L’ha fatto Lucilla, ma senza esito”

Potrebbe, magari, trattarsi di una fuga segreta d’amore?” proseguì l’investigatore dalla pelle color cioccolata

Boh..non credo avesse una relazione con un altro …pensa potrebbe aver conosciuto qualcuno ed essersi infiammata per lui? ” e alzò le spalle scocciato dall’idea che la sua fidanzata potesse averlo tradito

E’ un’ipotesi, in questi casi dobbiamo valutare le varie possibilità”

E se fosse stata.. uccisa? E il cadavere gettato nel lago o che ne so io dove?” gridò il giovane, molto concitato

Ludovico – Teresa gli mise una mano sulla spalla e cercò di rassicurarlo – sei scosso dai tremendi eventi degli ultimi tempi, è prematuro pensare al peggio. E presto per muoversi, aspettiamo un altro paio di giorni. Se non ricompare, dovete fare regolare denuncia alla Polizia che a sua volta ha i canali con la stampa. Quando i media ne parleranno, sapremo qualcosa a breve. Sempre non si materializzi prima, non è da escludere”

Lui annuì. Si rimise lo zainetto sulle spalle e concluse addolorato: “Stasera sarò a cena da Lucilla, prima le ho fatto la spesa. Mi spiace lasciarla sola in questo momento, è tanto preoccupata per sua nipote..ed è una gran bella persona”

Sei proprio un bravo ragazzo – esultò la detective anche per smorzare il suo mood cupo – vedrai che si sistemerà tutto”

Una volta uscito, Rami e Terersa cambiarono completamente atteggiamento

Ci mancava solo che sparisse Laura!” borbottò l’investigatrice “ E adesso come la rintracciamo? Non credo sia stata fatta fuori da Germini, ce lo avrebbe detto…ha confessato spontaneamente i suoi delitti di ieri e di oggi..”

Ma no, secondo me è viva e vegeta con un amante..quando l’avevo incontrata, mi ero fatto l’impressione di una donna formalmente ineccepibile, ma che emana un substrato di doppiogiochismo, tipo la Monaca di Monza: avevo visto di recente il film in tivù e Laura me l’ha ricordata”

Un bel gioco mentale…- convenne lei – devo ammettere che anche a me non aveva fatto una impressione positiva, forse perché un po’ codarda..non è venuta da sola qui da noi, si è fatta accompagnare da Ludovico..ma non era sospettata di qualcosa!”

Certo, da mettere in conto pure questo…penso sia il caso di attivare l’agente speciale Nino Salemi, abbiamo vero la targa della sua macchina?”

Sì, nel dossier c’è tutto. Chiama Nino e passagli le informazioni. Io vado dal professor Martini, mi ha chiesto di raggiungerlo al Golf dei Laghi di Travedona Monate”

Teresa girò nella stradina campestre dal mini cartello che segnalava, con la freccia, la sua destinazione. Si inoltrò con la sua Touring Chrysler blu nello sterrato con intorno ampia vista di campagna, a destra e a sinistra. Tutto quel verde le regalò una sferzata di buonumore. E quando parcheggiò al Golf, composto da basse costruzioni seminascoste dalla vegetazione, pensò fosse un posto meraviglioso. Piacevolmente colpita, non poté fare a meno di cercare qualche notizia sul tablet intanto che camminava verso l’interno dell’enorme area golfistica.

La club house è stata costruita ristrutturando integralmente le vecchie scuderie dei Visconti di Modrone. E’ composta da un primo corpo, completamente ricostruito nel 2007, in cui si trovano la segreteria, il pro shop, gli spogliatoi maschili e femminili, entrambi con sauna, e gli uffici del Consiglio direttivo. Nel secondo, collegato al primo da un breve camminamento coperto, vi sono il bar, il ristorante, che ha vinto il premio Mistretta 2004 quale migliore tra quelli di circolo, la sala soci e premiazioni.
 Il tutto è completato da un ampio porticato, ideale per pranzare all’aperto, che si affaccia sul putting green e sul green della buca nove, con quello della diciotto a poche decine di metri. Qua e là, enormi alberi secolari.

Il neuropsichiatra era spaparanzato su di una chaise longue in bamboo all’ombra del porticato, con un coktail alla frutta sul tavolino. La salutò con la mano e la invitò a raggiungerlo.

Posso offrirgliene uno? E’ analcolico” le chiese indicando il calice

Sì professore, volentieri. Ma che paradiso! Lei è socio, immagino”

Da tanti anni..quando non ho voglia di giocare a golf, mi godo la calma agreste di questo luogo fantastico che riconcilia col resto del mondo..ma non si preoccupi cara Teresa, ho lavorato da qui al nostro caso, ho colto l’urgenza” e tirò fuori dal borsone in canvas nero il suo pc portatile

Come la vede questa storia, professore?” passò subito al dunque

E’ un caso ben complesso – esordì mettendosi gli occhiali, piccoli e tondi, e guardando il suo testo che le avrebbe spedito con email – sa Teresa, per esperti di criminologia, psichiatri forensi e altri illuminati dell’introspezione umana non è affatto semplice dar risposte esaustive all’efferata tipologia dei pluriomicidi. Valerio Germini è un serial killer. L’ipotesi più accreditata dagli esperti è che una buona parte degli assassini seriali abbia vissuto un’infanzia disagiata, traumatica. Come il nostro Valerio Germini – si interruppe un momento per guardarla negli occhi – D’altronde il trauma psicologico è un evento che disorganizza la mente di chi lo vive e può comportare diverse conseguenze. Infatti, per le sue stesse caratteristiche, il trauma opera una profonda deformazione del normale funzionamento dell’organizzazione mentale e può indurre comportamenti anomali, capaci di scatenare aggressività. Non certo ultimo, l’effetto dissociante esercitato sulle attività cerebrali dipende dal tipo e dalla gravità di quanto subito, nonché dalle disposizioni individuali. Dovrei vedere il soggetto, per conoscerlo e approfondire quali sono le sue propensioni”

Lei crede che questa sua valutazione, abbinata naturalmente a un’analisi del Germini, possa essere esibita dalla difesa in Tribunale?”

Direi di sì. Tra l’altro, recenti studi scientifici hanno rivelato che nei primi tre anni di vita il cervello è un portento: ogni secondo i neuroni formano da 700 a 1000 connessioni, ritmo frenetico che non si verificherà più nel resto della vita. Questa grande velocità di conformazione (fa sì che al terzo anno l’80% del cervello sia già sviluppato) risponde al bisogno del bambino di apprendere il più possibile dall’ambiente che lo circonda. Tutto ciò necessita di un humus adatto allo sviluppo cerebrale: dialogo e sollecitazioni con genitori e parenti, cibo, condizioni igienico-sanitarie adeguate…

Professore, dalle nostre indagini risulta che Germini abbia raccontato la verità sulla sua infanzia, idem suoi crimini commessi”

Da quanto ho ascoltato nel file che mi ha spedito, anch’io penso sia stato sincero. Disperatamente sincero e deciso a tirar fuori quel sacco nero colmo di morti che pesa sulla sua coscienza. Questo potrebbe significare che abbia la coscienza. Lo accerterò in fase di rapporto diretto con lui. Anche se – e guardò ancora la detective negli occhi – potrebbe trattarsi, a causa del trauma psicologico infantile subito, di un uomo dalla personalità dissociata”

. continua