Marina Martorana è giornalista di attualità, autrice di manuali/saggistica e consulente di comunicazione
Articoli recenti

lago di Monate

Quarto giallo (sul Verbano lombardo) – quarto capitolo

Capitolo IV

La nuova governante dello studio Leone era una rifugiata politica siriana, sulla trentina.  Si chiamava Falak ed era riuscita a scappare grazie a un’organizzazione umanitaria internazionale che l’aveva reclutata come infermiera, nella cittadella prefabbricata di soccorso creata vicina a Damasco. E lì era stata per oltre tre anni, distinguendosi per il grande impegno profuso. Finché il marito, un militare che difendeva il suo Stato, era morto durante una rappresaglia della guerra civile. Suo padre e suo zio avevano già perso la vita in precedenti azioni militari. Lei era rimasta sola.

Il presidente dell’Ente, allora, si era messo in contatto con Teresa che conosceva da tanto tempo per chiederle di aiutare Falak a inserirsi in una vita normale. L’investigatrice in quel momento aveva urgente necessità di una governante: lui le aveva dato le migliori referenze possibili e assicurato che era davvero in gamba.

Così la giovane donna, che parlava anche la lingua inglese, era arrivata a Gemonio un mesetto prima. L’investigatrice, valutando le varie evenienze, aveva già fatto ristrutturare una vecchia dépendence nel giardino del suo quartier generale, quel tipo di costruzioni esterne delle ville Liberty. Ed era diventata una graziosa casetta bilocale, arredata e corredata con ogni necessità.

La siriana, quando aveva saputo che sarebbe stata la sua abitazione, era scoppiata a piangere dalla gioia. Non le pareva vero. Teresa e Rami erano stati molto contenti che apprezzasse a tal punto, Falak aveva fatto a entrambi un’ottima impressione. Era carina fisicamente e nei modi, educata, gentile, con lunghi capelli scuri e vivaci occhi intensi, sia pur a tratti pennellati di tristezza. E vestiva all’occidentale, con gli abiti che le erano stati dati dal centro di assistenza, senza indossare il velo. Non era una fervente religiosa, anzi, forse non lo era per niente. Non si era interessata se ci fosse una moschea nei dintorni, né mai si era isolata per pregare sul tappeto o aveva rispettato il Ramadan.

Teresa non voleva essere invadente, ma quel giorno la curiosità ebbe il sopravvento. Falak stava cucinando lo spezzatino di manzo con patate.

La detective si avvicinò e le disse cortesemente:”Sembri un’europea, dal cibo che prepari a come ti comporti! I musulmani che vivono in Italia perlopiù conservano le loro tradizioni..”

Mi piace molto di più la vostra vita che la nostra – rispose mentre le inviava un sorrisetto complice – e ho imparato tanto stando nel centro di accoglienza, erano tutti europei in nostro soccorso. Persone stupende. E, in loro, ho visto un altro mondo. Sono musulmana di nascita, ma non più praticante. Non so neppure se credo ancora in Allah e per adesso sto bene così.”

L’importante è come ti senti tu! Senti, ma questa carne squisita per chi è?”

La giovane siriana rise.

Per voi! Oggi viene a cena l’ispettore Terenzi, ho pensato avreste gradito questo menu, mi ha insegnato tutto sull’alimentazione una adorabile signora francese, sposata con un italiano”

Oops…hai ragione, mi stavo scordando di Luca..abbiamo una lunga serata di lavoro, di sicuro mangiar bene ci aiuterà a sopportarla. Tu ti fermi a cena con noi?”

Lei è sempre carina con me, ma preferisco vedere la televisione, sto imparando in questo modo un po’ di italiano”

E brava! Potresti anche andare a scuola, ce ne sono parecchie in zona per stranieri”

Forse, intanto provo da sola, sono portata per le lingue”

Prima di ritirarsi nella sua casetta, Falek aveva preparato la tavola in giardino, sotto al gazebo bianco ricoperto dal glicine, in quel periodo al massimo della sua fioritura. Non faceva troppo caldo, il delicato profumo dei fiorellini lilla, una lieve brezza e la frescura data dalla vegetazione circostante componevano un’atmosfera idilliaca. Sembrava di essere in un quadro degli Impressionisti. Teresa e Rami stavano sorseggiando l’aperitivo quando arrivò Terenzi, trafelato.

Scusate il ritardo, giornataccia” e si versò del nettare di Bacco

Del vino bianco frizzante è quel che ci vuole per rilassarci un po’” notò l’investigatore tunisino – sono belle queste riunioni diciamo professionali perché non dobbiamo essere rigidi all’etichetta…insomma, possiamo anche stordirci un pochino! E gli chiese: “ Novità in Centrale?”

Datemi qualcosa da mangiare prima, sono affamato!”

Dopo essersi rifocillato, Luca iniziò a ricapitolare.

Ho verificato tutte le informazioni. Risultano esatte. Per iniziare, Giovanni Pirovano aveva veramente un cancro all’ultimo stadio. Poi, è vero che Agata Pirovano è stata per tantissimi anni con un malvivente e costui, tale Attilio Contini, è stato ucciso, accoltellato una decina di anni fa. E’ anche vero che dopo la sua morte Agata si è comprata una macchina nuova ed è andata ad abitare in una elegante palazzina residenziale a Laveno. Vero pure che prima del decesso di Contini faceva le pulizie in un albergo e dormiva in una stanza interna – si fermò un attimo per assaggiare un Prosecco – purtroppo l’ispettore capo di quell’epoca è passato a miglior vita qualche anno fa. Ho trovato però, nella documentazione dell’omicidio, le sue note manoscritte: riteneva che l’assassina fosse la Pirovano, però nonostante le estenuanti ricerche non aveva in mano niente di concreto per dimostrarlo”

Luca – saltò su Teresa – per caso hai parlato con quell’investigatore milanese che ha stilato la relazione su Agata?”

Sì, proprio stamattina. Ne aveva conservata anche lui una copia in archivio e mi ha confermato quanto redatto anni fa”

E cosa ci dici del pedinamento dell’agente Salemi?”

La Pirovano sta svolgendo una vita direi normale, supermarket, shopping, palestra, cene, o cinema o teatro con la sua amica Lorella. Unica stranezza sono le sue puntate quotidiane dalla veggente, come ben sai.”

Ok, hai approfondito qualcosa su Ecate?” l’investigatrice stava affondando il cucchiaino in una macedonia di frutta

Non risulta qualcosa contro di lei. Sull’evasione fiscale sono d’accordo con te, utilizziamola come informatrice e poi si vedrà. La nipote sua convivente, Laura Terzi, è davvero una insegnante di lettere al liceo Cairoli di Varese. Sarebbe il caso di fare due chiacchiere con lei, meglio da voi, non ho motivi per invitarla alla Centrale”

Ci penso io, dammi i suoi riferimenti. Per il resto mi pare una vicenda super piatta, senza appigli…tutte le strade porterebbero ad Agata, ma non esiste uno straccio di prova! Voi che ne pensate?” sparò la rossa investigatrice arrotolandosi le ciocche con le dita

Mah – Luca era visibilmente stanco e privo di particolari intuizioni – sinora non è emerso un bel tubo, persino i testimoni pare siano stati tutti sinceri. Qualcuno, però, ha ammazzato Giovanni Pirovano!”

Esatto. Anch’io non mi sento avvinta a questa storia loffia, priva di possibilità e scarna di piste, ma dobbiamo andare avanti e scovare noi il bandolo della matassa. Sono certa ci sia, deve esserci… chissà dove..”

Le mie piccole novità – prese la parola Rami un po’ accaldato dal vino – sono anch’esse sulla scia. Ho parlato con l’avvocato che eseguirà il testamento e, in assenza di uno scritto di Pirovano, il patrimonio andrà diviso come da legge. Ovvero, diritto di abitare nella casa del marito e ¼ di quota alla Pirovano, 1/2 ai due figli, da dividersi. Ho controllato lo stato patrimoniale di Claudio Redaelli e direi sia in alto, l’Agriturismo di Tecla non è campione d’incassi, ma le consente una vita tranquilla. Ah – l’investigatore tunisino si batté un pugno sulla tempia – Mi scordavo di dirvi che la figlia ha acquistato a suo tempo la tenuta con una fidejussione del padre, non so se sia importante. Passando ad Agata, in effetti è quella messa peggio in termini economici. La morte del marito poteva farle comodo”

Sì, come è stato in passato col fidanzato balengo – osservò la detective – di sicuro è una donna avida, però dobbiamo dimostrare che sia un’assassina”

Teresa aveva dato appuntamento alla professoressa Laura Terzi in un bar affacciato sul corto lungolago di Laveno. Un piacevole avamposto cullato dalla musicalità delle onde lacustri che si infrangevano sulla pietra a riva. Un movimento provocato con mille probabilità dalle navi traghetto che avanzavano lente e maestose verso l’imbarcadero, poco distante da quella postazione. Ma non disturbavano cigni e anatre, che scivolavano imperturbabili nell’acqua trasparente.

La detective temeva che convocarla nel suo studio potesse inibirla, anche perché pareva non avesse alcun ruolo nel thriller.

L’insegnante aveva l’aspetto da intellettuale: sobria e semplice, capelli raccolti, gonna sotto al ginocchio, poco make up, libro da lettura personale sotto al braccio.

Ho accettato di vederla ma dubito di poterle essere utile! “ esordì con tono eloquente “Non conosco la vittima e nessuno della sua famiglia!”

Neppure la moglie?”

Mi è capitato di vederla arrivare o andare via da mia zia, non le ho mai parlato: non credo che questo significhi “conoscere” una persona!”

Però si sarà fatta un’opinione su questa signora tanto assidua da Ecate!” ribatté prontamente l’investigatrice

Più che altro mi aveva incuriosita e ne ho parlato con mia zia, anche lei era un po’ stranita e trovava una spiegazione solo psicologica. Agata sostanzialmente è una donna sola, e lo era anche quando era vivo Giovanni. Lui pensava solo ai suoi affari, non era un marito da compagnia. Inoltre, lei non ha studiato e quindi ha pochi mezzi intellettuali per cavarsela nella vita. Ecate è laureata in filosofia. Aspetti esoterici a parte, è una persona colta e intelligente, rassicurante, le dava consigli di buon senso e di savoir vivre. Per Agata rappresentava una sicurezza”

Può essere esattamente così. E le avrà sganciato tanti soldi…”

Dottoressa Leone, mia zia chiede offerte libere. E le assicuro che non pratica magia nera o simili. So che Agata le dava un sacco di soldi, di sua iniziativa, perché si curasse. E grazie a questo denaro non chiesto, siamo potute andare negli Stati Uniti in una clinica che aiuta nel rallentamento della SLA. Non si possono far miracoli, ma senza quella cura all’avanguardia oggi mia zia sarebbe già bloccata a letto, immobile”

Capisco – la detective aveva ordinato una lattina di coca cola zero con la cannuccia, le piaceva talvolta usare questo accessorio colorato per sentirsi giovane mentre la prof aveva optato per una birra chiara – e comunque è la prima bella cosa che sento dire su Agata!”

Veramente? – Laura apparve sorpresa – Pensavo fosse una brava persona!”

Non ho affermato il contrario! Però sto ascoltando solo negatività al suo riguardo”

Io so solo questo di lei, provi a domandare qualcosa a mia zia..- sorrise maliziosa – magari è a conoscenza di suoi segreti torbidi”

Teresa andò subito da Ecate a Leggiuno, dopo aver salutato la nipote che si fermava a Laveno per commissioni. Questa volta si era preannunciata al telefono, anche per evitare di incontrarsi con la Pirovano. Ma via libera. E appena seduta nel salotto della magia profumato di incenso, le ribadì immediatamente il loro patto di collaborazione e le chiese senza altri preamboli se era a conoscenza di delitti commessi da Agata.

La sensitiva sbarrò gli occhi ed esclamò:

No! Guardi che sta sbagliando pista, non è un’assassina!”

E’ la maggior indiziata e voglio andare a fondo – la detective era molto determinata – e lei mi deve aiutare. Cosa sa del suo ex fidanzato ucciso?”

Molto poco – la veggente sembrava pacata e disponibile– è un tragico evento accaduto prima che iniziasse a venire da me. Me lo ha solo accennato una volta, definendosi molto sfortunata, ma non aveva voglia di parlarne”

Ok, a me però non pare plausibile che in tanti anni non le abbia mai confidato nulla di sé”

Non so niente di quell’uomo, mi creda”

Fingo di crederle – ruggì l’investigatrice – ma mi dia appigli concreti per lavorare! Ha un’amica del cuore, intendo in senso stretto?”

Sì, si chiama Lorella e vive nella villa di fianco alla sua” la veggente la fissava negli occhi, era sicuramente una donna carismatica – So che escono spesso insieme”

Bene. Magari ha un amante o un flirt o che ne so? “

Lei no, Giovanni aveva una relazione da tanto tempo”

Ah, questa è bella. Sa come si chiama la tizia?”

Rossana, non so il cognome. E’ una scrittrice anticonformista, vive in una houseboat ancorata tra Ispra e Brebbia con un cane lupo.”

mmhh – Teresa era al massimo della concentrazione – e Agata come aveva preso la doppia vita del marito?”

Ecate socchiuse gli occhi prima di rispondere: “ Il loro è stato un matrimonio di ricatto. Da parte di lei. Come segretaria aveva scoperto che aveva due conti offshore, in Svizzera. Sono lì tutti suoi soldi, non ho idea se suo figlio lo sappia. In Italia aveva il conto ufficiale della ditta e uno di facciata . Così lei gli ha offerto il silenzio se lui l’avesse sposata. E dato 50 mila euro al mese per le sue spese personali. Un contratto, insomma. Giovanni ha accettato. Va detto..beh, tra loro c’erano rapporti sessuali”

Ma zero sentimento” osservò Teresa

Agata a suo modo era innamorata di lui, o forse affascinata, coinvolta..insomma, ci teneva e sperava che col tempo le cose cambiassero”

Invece naturalmente saranno andate sempre peggio” ironizzò la detective “se obblighi qualcuno a metterti l’anello al dito in quel modo…”

Ma la veggente non reagì. Andò avanti a parlare lentamente

Direi tra loro sia proseguita più o meno sempre uguale, ogni tanto facevano sesso, lei si illudeva avesse un significato, per il resto conducevano vite separate”

E quella Rossana che ruolo aveva?”

Era il grande amore di Giovanni, i figli non lo sapevano, stava già con lei quando la prima moglie era ancora viva. Una storia che durava credo da quarant’anni”

L’investigatrice tossicchiò. Prima di andarsene, le venne spontanea una sorta di arringa:”Ecate, ho saputo da sua nipote che la Pirovano le ha spontaneamente pagato cure costose. No, aspetti, mi faccia finire! Trovo umano che lei difenda la sua benefattrice davanti a ogni evidenza…”

Aspetti – la sensitiva la stoppò con tono caldo e chiaro – io sono molto grata ad Agata, ma non proteggerei mai un’assassina! E’ aberrante, come potrei vivere con un macigno simile dentro di me? Mi spiace che lei non mi creda, se avessi qualche dubbio glielo avrei espresso, invece sono certa non abbia mai ammazzato qualcuno”

Teresa sentiva forte la necessità di riordinare le idee. Non aveva voglia di tornare in studio, tantomeno di contattare in quel momento Luca Terenzi. Desiderava prima farsi lei un piccolo grafico mentale con le novità emerse. E un po’ di sana solitudine psicofisica l’avrebbe senz’altro rigenerata. Si diresse a Brebbia, dove c’è il sentiero

delle Vie Verdi del Verbano che conduce al Laghetasch. Un’area naturistica privata con accesso libero, caratterizzata da acque ristagnanti che hanno formato una specie di lago, dove svettano alberi particolari, con tronchi e le radici dalla forma inconsueta. Ne aveva sentito spesso parlare dagli abitanti della zona e quella era l’occasione giusta per andarci.

Il Laghetasch di Brebbia sul Motto Pivione (motto significa altura, mentre Laghetasc è il termine dialettale per indicare un laghetto) si è creato a seguito delle depressioni di origine glaciale che si sono formate tra un rilievo e l’altro nei secoli.
Il terreno della zona è argillosa, motivo per cui l’acqua non viene assorbita completamente e ristagna, dando vita alla tipica torbiera. In passato sono stati trovati anche qui resti di palafitte( idem a Mombello e sul Lago di Varese) ma questa torbiera è speciale: tra salici e canneti si ergono vari esemplari di Cipressi Calvi delle Paludi o Tassodio, talmente maestosi da essere stati classificati come monumenti naturali della Provincia di Varese. Si tratta di una specie non endemica e di origine americana, introdotta dal proprietario del terreno tanti anni prima. Una specie che ha trovato perfetta collocazione per prosperare: il tassodio è una conifera particolare perché vive nell’acqua ed è caduca, dunque perde le foglie d’inverno, e da qui si capisce l’aggettivo “calvo” del suo nome.

La detective camminava affascinata tra sentiero e vegetazione, rammentando di aver letto che in autunno questi alberi si tingono di tutte le tonalità del rosso e del giallo, prima di perdere la loro chioma. Il fusto massiccio è scanalato alla base e somiglia alla zampa di un elefante, la base del tronco forma strutture a contrafforte, gli pneumatofori, che permettono la circolazione dell’aria anche all’interno delle radici sott’acqua e fungono quindi da “polmoni”.

Il tronco conserva anche una certa somiglianza con quello del Tasso, di cui si conserva un esemplare monumentale al Parco di Villa Augusta, a Varese. Un albero raro per l’Italia, mentre è molto diffuso negli USA, sulle sponde del Mississipi e del Missouri.

Teresa si sedette sulle sponde del suggestivo laghetto rilassata, percepiva le sane energie di Madre Natura che la rinvigorivano. E rimase ferma per un po’, ad ascoltare il fragoroso gracidare delle rane, che le faceva immaginare l’esistenza di un variegato mondo sommerso, sotto le calme acque paludose.

Un altro genere di richiamo la distolse dal suo momento di pace. Lo smartphone, con suoneria Selling England by the pound dei Genesis, la reclamava dalla shopper blu appoggiata per terra. Utente sconosciuto. Rispose per deformazione professionale, non ne avrebbe avuta nessuna voglia. Tra l’altro, erano quasi le otto di sera.

Sono Davide Trotti, del Corriere della Sera. Sto lavorando sull’omicidio di Giovanni Pirovano. Se le interessa, le propongo un baratto di informazioni”

L’investigatrice storse la bocca. Non aveva alcuna simpatia per i giornalisti, in troppi casi si intromettevano nelle indagini creando scompiglio tra gli addetti ai lavori. Trotti proseguì: “ Sono in possesso di un’informazione che non posso pubblicare, visto che l’indagine è in corso. Magari a lei può essere utile”

Ok e che vuole in cambio da me?” borbottò lei, poco convinta

Qualcosa…una storiella di colore che io possa scrivere per il mio giornale, senza intralciare le Istituzioni”

Ah, vivaddio che almeno lei si pone questo scrupolo!”

Il mio giornale è serissimo, direi il più serio di tutti. Non è mai capitato che la nostra cronaca nera ostacoli i procedimenti. Può fidarsi”

Fidarsi è una parola grossa. Comunque passi nel mio studio domani mattina”

Rami la ascoltava con la fronte corrucciata. Era quasi mezzanotte di quella giornata densa di rivelazioni ed erano seduti in giardino, sotto a una limpida volta celeste trapuntata di stelle.

Giovanni Redaelli in pratica celava parecchio dietro la facciata di persona rispettabile – l’investigatore tunisino parlava a bassa voce – beh, l’amante di una vita complessa…e quei conti offshore. Mi domando adesso dove siano e chi li gestisca”

Anch’io. Ma sai cosa mi chiedo? Non mi intendo di queste cose, domani vorrei interpellare un esperto, però come foraggiava questi conti? La sua azienda dalle carte risulta in crisi…Non credi potesse avere un’altra attività collaterale?”

Senz’altro. E’ difficile tra l’altro far confluire i soldi italiani di una ditta italiana che lavora in Italia in un paradiso fiscale all’estero. E ci risulta che il figlio commercialista non ne sapesse nulla, ma sarà poi vero? Comunque doveva avere dei canali sotterranei e dei complici, oltre a un altro lavoro.”

Già. Quella Rossana mi insospettisce. Ho fatto una ricerca su Internet e l’ho scovata, d’altronde penso sia l’unica persona a vivere in una casa galleggiante sulla sponda lombarda del lago Maggiore”

E cosa è emerso di lei?” domandò Rami molto incuriosito

Niente di importante, è residente a Ispra, ha una sessantina di anni, scrive libri storici per una casa editrice americana. Vai tu a farle visita?”

Certo, domattina tu te la vedi con il giornalista, io rintraccio questa strana tipa”


L’indomani, quando arrivò allo Studio Leone l’inviato del Corriere della Sera, Teresa stava parlando con Luca Terenzi. Chiuse la conversazione e fece segno all’uomo di accomodarsi.

Come mai – gli chiese – tanto interesse di un giornale nazionale per un fatto locale?”

Non è vero – obiettò un po’ piccato – noi di solito seguiamo gli omicidi ovunque. In particolare casi come questo, un onesto imprenditore varesino falciato da un’auto senza targa…voglio dire, non è un regolamento di conti tra malavitosi”

E chi può dirlo?” l’investigatrice accavallò le gambe e alzò le braccia al cielo

Senta, concordo, tutto può essere. Al momento, dai miei sopralluoghi e dalle fonti ufficiali, pare che l’assassino sia un familiare. A lei forse non risulta?”

Sicuro, la maggior indiziata è la moglie”

Esatto. L’ho intervistata ieri, sgradevolissima! – e fece una smorfia contrita – Ciò non significa che abbia ammazzato. Lei che ne pensa?”

Naturalmente! Se noi investigatori dovessimo basarci su simpatie e antipatie, non potrebbe esistere la giustizia. Senza prove scientifiche non si può accusare nessuno. E zero, contro la Pirovano non abbiamo uno straccio di indizio concreto, credo lo sappia bene anche lei”

Il giornalista annuì. Era un quarantenne mingherlino, con occhiali rettangolari neri, vestito in giacca e cravatta. Poi, con sommesso fare professionale, disse: “ A me occorre da lei qualcosa di non fuorviante per le indagini da mettere in pagina. Per ringraziarla, le consegno – aprì la valigetta 24 ore ed estrasse una busta – le coordinate di un conto criptato offshore in Lussemburgo, risulta aperto da Giovanni Redaelli e l’atto di proprietà di una casa a Ginevra, acquistata da lui molti anni fa e poi donata, ecco il documento, a Rossana Brunini”

In quel momento Teresa si accorse che Davide Trotti faceva sul serio.

Trotti, come ha fatto a risalire a Redaelli da un conto criptato offshore in Lussemburgo?” intervenne sbalordita

Mi occupo di giornalismo investigativo da tanto, ho avuto una soffiata e ho verificato” rispose tenendo stretta la busta con le informazioni

Teresa si passò una mano sui capelli prima di reagire. Lo aveva sottovalutato, esattamente come non prendeva in considerazione il lavoro da pennivendoli dei giornalisti. Non si aspettava di trovarsi in quella situazione.

D’accordo – deglutì e riprese il controllo – lei sa che la Pirovano va regolarmente da una veggente?”

Da una maga vuole dire? Quelle fatucchiere che fanno i tarocchi, le pozioni..”

Sì, uno di quei personaggi che abbindolano con la loro forza psichica le persone in difficoltà. Ha capito bene” e si chinò per frugare nel cassetto. Estrasse un biglietto da visita e glielo porse aggiungendo: “Io non gliel’ho dato”. Il giornalista le schiacciò l’occhio e lesse ad alta voce quanto stampato sul retro del rettangolino di cartone

Ecate vi ama”

Se mette il navigatore arriva all’inizio della strada nel bosco di Leggiuno dove ha il suo chalet. C’è scritto proprietà privata, ma ci passano tutti. La trova di sicuro perché ha la SLA e sta nel suo folcloristico studio, sulla sedia a rotelle, a ricevere clienti”

Fantastico, mi fingerò proprio un cliente mandato da Agata! “il Trotti era molto contento della storia che avrebbe potuto redigere per il suo giornale. Le consegnò la busta e, dopo una poderosa stretta di mano, se ne andò mentre Rami stava rientrando

L’investigatore tunisino entrò nell’ufficio che divideva con Teresa, era di pessimo umore

Non c’è. Rossana Brunini ha lucchettato la sua house boat. Un titolare del poco distante campeggio internazionale di Ispra l’ha vista andare via con una valigia”

Credo possa essere a Ginevra” e gli mostrò la documentazione che le aveva appena lasciato Davide Trotti

Caspita, lo assumiamo?” Rami era scoppiato a ridere, lui pure colpito dal talento del giornalista – è un ottimo segugio!”

E poi cercò su Internet l’indirizzo di Ginevra e il telefono. Corrispondeva. Chiamò con la linea fissa e mise in viva voce la conversazione

La donna stava lavorando al computer, quando lui si presentò parve molto disponibile e gli propose un videocollegamento via Skype.

Dopo qualche minuto nello studio Leone apparve sullo schermo una donna alla scrivania, sommersa di libri e carta. Scarmigliata e con l’aria affaticata, capelli di quel bianco tinto all’ultima moda, sorrise e spiegò che stava ultimando un libro per il suo editore.

Non le ruberò troppo tempo – la tranquillizzò l’esotico detective. Teresa stava in disparte, in una posizione da dove poteva vedere senza essere vista.

Oh no, tutto quello che serve…spero tanto venga scoperto chi ha ucciso Giovanni! Leggo ogni sillaba sui giornali on line..” e contenne con sforzo visibile la commozione

Lei da quanto tempo si trova a Ginevra?”

Non da molto…il mio cane sta male, ora è ricoverato in una ottima clinica veterinaria di Ginevra a seguito di un intervento oncologico. E’ in cura qui da tanto”

Ok, ma ricorda in quale giorno è partita da Ispra?” Rami era deciso e nello stesso tempo suadente

Ah giusto, giusto, deve verificare il mio alibi..da mercoledì, due giorni prima…della tragedia. Ho lasciato la macchina al parcheggio Ciao di Malpensa, ho preferito venire in aereo..comprendo e appoggio il suo lavoro, potete controllare tutto”

Posso quindi farle qualche domanda…personale?”

La scrittrice annuì e si soffiò il naso con un kleenex. Si conteneva ma era molto commossa.

Per quale motivo lei e Giovanni avete vissuto una relazione segreta per oltre quarantanni?” le espresse con naturalezza

Lei abbassò gli occhi. “Beh, è una lunga storia..non so se possa essere d’aiuto alle indagini”

Se ha voglia me la racconti, siamo di fronte a un caso molto complesso e ogni elemento potrebbe far luce su aspetti contraddittori, poco chiari per avere una visione d’insieme quanto più oggettiva dei fatti”

Rossana strinse con forza una penna a biro tra le mani. Quel gesto di aggrapparsi a qualcosa di concreto e che le era familiare svelava il suo dolore.

Avevo 20 anni, ero andata a una festa in una villa a Ispra, sul lago – iniziò a narrare – e al buffet, mentre prendevo un cocktail, mi sono accorta che un uomo mi fissava intensamente. Non ho potuto far finta di niente perché.. un’energia magnetica mi obbligava a guardarlo a mia volta. Ci siamo messi insieme subito, quella stessa sera, con una passione incontenibile –

Mentre la donna parlava, Teresa che detestava le complesse vicende d’amore strappalacrime e i loro melensi frizzi & lazzi faceva da lontano a Rami il segno di “ma che palle”.

Giovanni – proseguì la scrittrice – aveva una decina di anni più di me ed era sposato, e con due figli piccolissimi. Un paio di anni dopo, pensò al divorzio. Eravamo sempre più legati e innamorati. Felici. Però per ovvi motivi avevamo tenuta segreta la nostra storia. Quando lui mi parlò di matrimonio e dei nostri progetti futuri, al colmo della gioia andai da mia madre, vedova, che abitava a Varese, a dirle tutto”

Rossana si interruppe, le scendevano le lacrime senza che facesse alcuno sforzo sui muscoli facciali. Sgorgavano copiose mentre lei se ne stava immobile, pallida, come una statua di cera.

Va tutto bene? “il detective intervenne preoccupato

Sì sì, vado avanti…scusi ma… – lei si asciugò il volto con il dorso della mano e mormorò – è stato il giorno più brutto della mia vita…e l’ha segnata pesantemente per sempre…Giovanni…Giovanni era mio fratello da parte di padre. Capisce, eravamo stati generati dal seme dello stesso uomo! – era disperata, si stringeva sempre più alla penna ma voleva continuare – Mia mamma fu costretta a farmi questa confessione. Suo marito, ovvero mio padre, aveva vissuto un flirt extraconiugale ed era nato lui!”

Cerchi di stare calma, mi trovo a Gemonio, non posso venire a soccorrerla” pronunciò Rami con determinazione

No, adesso mi passa. Sono sciocca io a farmi travolgere ancora dall’emotività. Comunque – sospirò – Giovanni naturalmente non lo sapeva, Redaelli è il cognome materno, credeva che suo padre fosse morto, come la madre aveva preferito dirgli nascondendo quello che all’epoca era scandaloso. E per noi è iniziata una tragedia sentimentale: amarsi senza potersi amare”

Rami era molto attento, invece Teresa dal suo cantuccio faceva gesti sfrontati. Non ce la faceva a reggere questi tipi di storie

Mi dispiace – sussurrò l’investigatore compreso nella sua parte – posso capire sia stata dura per voi. Rossana, posso chiederle di restare a nostra disposizione per le indagini?”

Sicuro. Appena finisco questo lavoro torno a Ispra, spero con il mio Ringo ristabilito”

D’accordo. Si faccia viva con noi e..un’ultima domanda: ha qualche sospetto?”

La scrittrice scosse il capo. “ Penso si tratti di qualcuno che non sapeva che Giovanni aveva poco tempo per vivere..ho letto sui giornali che la maggior indiziata è la moglie, ma lei lo sapeva. Che motivo avrebbe avuto di eliminarlo?”

Questa considerazione scosse anche Teresa dal suo letargo. In effetti, assassinare un uomo praticamente già morto non aveva una logica in termini materiali, di spartizione ereditaria

Pure il detective dalla lucida pelle color mogano approvava questa considerazione e aggiunse: “ Lei …in che rapporti era con Agata?”

Non avevo contatti. E neppure con i due figli. Giovanni e io vivevamo il nostro non possibile amore da soli, avvolti nel dolore di non poterlo esprimere come avremmo voluto. Imbarazzati e nello stesso tempo incazzati con la sorte. Agata era un oggetto per lui, non è bello a dirsi lo so, però non saprei trovare un’altra definizione”

Una volta terminata la video-chiamata, Teresa sbuffò : “ Ma che vicenda! Sembra estrapolata da un feuilleton, stucchevole, surreale, grondante di melassa! Dobbiamo verificare che quei due fossero davvero fratello e sorella”

Mi connetto subito con l’anagrafe della provincia di Varese, ho l’impressione sia vero”

Ma sì, occupatene tu please che a me deprime.E dato che ci sei trova informazioni su questa Rossana, ok, la casa di Ginevra è legittimamente sua, ma magari c’è dell’altro”

Terry, mi sbaglierò ma secondo me questa donna è esattamente quella che abbiamo visto su Skype. Vittima di un destino beffardo, si è rifugiata nei suoi libri”

Hmm – brontolò l’investigatrice – a fiuto la penso anch’io così. Che sia rimasta tutta la vita dietro le quinte per quella forma psicologica di vergogna che fa rima con incesto”

Luca Terenzi chiamò in quel momento e Rami lo aggiornò, dicendogli che gli avrebbe mandato a breve il file della conversazione. Dalla sua, l’ispettore capo della Polizia di Varese non aveva novità. L’agente speciale Nino Salemi continuava a pedinare la Pirovano ma, a parte la stranezza delle sue viste alla veggente, conduceva una vita routinaria, prevedibile. Aveva iniziato a muoversi con le Autorità del Lussemburgo per il conto offshore di Redaelli, ma la procedura era lunga e protetta dal segreto bancario di Stato. Intanto, la sezione informatica della Polizia di Varese stava tentando di decriptare gli accessi alla Bil, Banque International au Luxembourg. Però pareva un’impresa impossibile. Le misure di sicurezza erano infatti altamente sofisticate e innovative, in particolare da quando il gruppo cinese Legend ( la holding che controlla Lenovo, primo produttore mondiale di personal computer) aveva rilevato dalla famiglia reale del Qatar il 90% delle azioni della Bil.

Accidentaccio, non penso sia neppure il caso di mobilitare i servizi segreti francesi, o belgi oppure inglesi – sbottò Teresa – una banca di quelle proporzioni sotto l’ala di Pechino è una fortezza inespugnabile”

Temo sia proprio così – confermò l’ispettore – tuttavia non credo che la chiave del delitto sia in quel conto corrente. Proseguiamo con le nostre risorse, a noi interessa capire la provenienza del denaro e magari indagando salta fuori qualcosa, poi semmai passerò il fascicolo alla Guardia di Finanza.”

  • continua 

Mercoledì 22 marzo evento per Morte sul Verbano (nuova edizione)

A breve uscirà la nuova edizione ( Pietro Macchione Editore) di Morte sul Verbano, il mio primo romanzo giallo ambientato tra arte, natura, storia e società della bellissima – e poco nota – sponda lombarda del Lago Maggiore. Per la presentazione ho pensato a un evento lacustre festaiolo, socializzante…  e avrà luogo mercoledì 22 marzo, ore 18.30, al ristorante Ninfea in via Mongo 310 a Cadrezzate (VA)
Con me sarà presente il professor Giuseppe Armocida, illustre esperto di psicopatologia forense per dare un taglio (anche) scientifico ai crimini narrati nel racconto. Come moderatrice dell’incontro, la bravissima giornalista di Rete 55 Valentina Bigai.        
Per l’occasione, nel delizioso ristorante Ninfea affacciato sul laghetto di Monate si potrà cenare (menu tutto compreso) con 10 euro a testa…e trascorrere così una interessante serata socialcult tutti insieme