Marina Martorana è giornalista di attualità, autrice di manuali/saggistica e consulente di comunicazione
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Quarto giallo (sul Verbano lombardo): sinossi e personaggi

Per appassionati di thriller e magari dei miei con la detective Teresa Leone, ho pensato a un’iniziativa digital friendly. Pubblicare ogni giorno sul mio blog e sui social il mio ultimo libro, a puntate capitolo dopo capitolo, in modo che chi vuole possa leggerlo   

Il mio obiettivo di scrittrice infatti è quello di far conoscere la immeritatamente poco nota zona lacustre in Lombardia dove, non a caso, mi sono trasferita. Una incantevole fettina di Belpaese adagiata tra quattro laghi: il lago Maggiore detto anche Verbano, il lago di Monate, il lago di Comabbio, il lago di Varese.

E per iniziare, ecco la sinossi e i personaggi di  

                                                                                                    Quarto Giallo (sul Verbano lombardo) 

Buona lettura a tutti e arrivederci alla…prima puntata del romanzo, on line domani

Lungo la sponda lombarda del Verbano ( e nei suoi dintorni), un contesto straordinario in provincia di Varese che si articola tra natura, arte e storia, la detective Teresa Leone si trova alle prese con un caso particolarmente ingarbugliato. Tutto ha inizio con l’assassinio di un imprenditore. Ma i delitti fioccano in un susseguirsi di liti familiari, doppi giochi, bugie, persone malvagie. L’investigatrice, insieme al suo braccio destro Rami Grondin e a Luca Terenzi – ispettore capo della Polizia di Varese – cerca, tra mille difficoltà. di scovare il filo che lega gli efferati eventi nel varesotto. E non saranno solo intuito e meticolosità a porre fine alla tragedia in atto, bensì coincidenze e colpi di scena.

Protagonista del thriller è Teresa Leone, titolare dell’omonima agenzia investigativa privata e consulente della Polizia di Stato. La detective barese, rossa di capelli, rappresenta l’antitesi della femminilità: è una donna originale per diversi motivi. Spiccia e decisa, in primis veste solo ed esclusivamente di blu. Per praticità acquista capi e accessori di questo colore, così non deve pensare ogni mattina agli abbinamenti. Zero make-up, non perde neanche tempo a truccarsi. Il suo fiore preferito? La margherita e in ufficio ce ne sono sempre tanti mazzi freschi. Teresa ha 50 anni ed è vergine, non è mai stata con un uomo a seguito di un’infanzia drammatica che l’ha sigillata in se stessa. Non sa cucinare neanche un uovo al tegamino. Ama l’arte, la storia, la letteratura, la natura. E la criminologia. Non ha neppure amici, ma tantissime relazioni professionali. La sua maggior debolezza è l’whisky e, una sua forza, controllarsi per non rischiare di restare vittima dell’alcolismo.

Principali personaggi del romanzo:

Teresa Leone – investigatrice, titolare Studio Leone, consulente della Polizia di Stato

Rami Grondin – investigatore, braccio destro di Teresa Leone

Luca Terenzi – ispettore capo Polizia di Varese

Nunzio Gasparri – sergente Polizia di Varese

Nino Salemi – agente speciale Polizia di Varese

Fabrizia – segretaria Studio Leone

Falak – governante di Teresa Leone

Ecate / Lucilla Terzi – veggente

Laura Terzi – nipote di Lucilla Terzi e fidanzata di Ludovico Lange

Giovanni Redaelli – imprenditore varesino

Agata Pirovano – moglie di Giovanni Redaelli

Lorella Cunardi – amica di Agata Pirovano

Tecla Redaelli – figlia di Giovanni

Claudio Redaelli – figlio di Giovanni

Enrico Curione – fidanzato di Tecla Redaelli

Ludovico Lange – figlio di Tecla Redaelli

Burk Lange – ex marito Tecla Redaelli e padre di Ludovico

Rossana Brunini – scrittrice

Davide Trotti – giornalista Corriere della Sera

Attilio Contini – ex fidanzato di Agata Pirovano

Perché scrivo gialli

Già, bella domanda. Potrei rispondere istantaneamente in almeno una trentina di modi, i gialli mi piacciono, mi attizzano, mi intrigano, mi affascinano, mi coinvolgono, mi danno energia, mi regalano chiavi di comprensione sulla natura umana, mi fanno riflettere sulla precarietà del vivere, mi allertano sulla mala-società. Non so però se amo di più scrivere le storie in sé o assaporare il forte messaggio che veicolano: trionfa la giustizia. I veri carnefici non restano impuniti. E i presunti tali non finiscono in galera. Perché qualcuno scopre, appunto, che non hanno commesso loro quel reato. Almeno sulla carta c’è sempre una detective appassionata e determinata che fiuta e stana la verità, come la mia Teresa Leone che veste solo di blu per senso pratico (vedi foto del quadro La Parisienne di Renoir). E’ idealmente consolante. Il mondo ahinoi pullula di crimini e di criminali, mezze tacche o geni del male, a piede libero. Squilibrati mentali, super-fragili, psicopatici affollano la realtà, generando fatti tristemente noti..basta leggere i giornali per imbattersi nella più sfrenata cronaca nera quotidiana anche nella pagine della bianca o della rosa. Uso di droghe pesanti, di alcool, abuso di farmaci neurolettici. Violenza fisica oppure psicologica, spesso entrambe convivono nella stessa vicenda. Furti, sequestri di persone, stupri, botte, pedofilia, minacce, ricatti, sfregi, omicidi. E la maggior parte delle volte non si saprà mai “chi è stato per davvero”.  Per una miriade di motivi oggettivi e soggettivi, che spaziano da pura incompetenza a burocrazia paralizzante, disattenzioni, ritardi, disguidi, mancanza di personale, carenza di mezzi tecnologici, scarsa o nulla conoscenza di criminologia (e psicologia in generale). Invece, in ogni romanzo giallo o serie tivù che si rispetti l’investigatore o l’investigatrice creati dall’autore/sceneggiatore scopre il colpevole. Insomma, scrivo gialli perché appaga il mio senso di soddisfazione morale.