Marina Martorana è giornalista di attualità, autrice di manuali/saggistica e consulente di comunicazione
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secondo capitolo

Quarto giallo (sul Verbano lombardo) – secondo Capitolo

Capitolo II

Teresa e Rami avevano deciso di lasciar passare le esequie prima di iniziare ufficialmente le loro indagini. Lo svenimento di Tecla Redaelli, le reciproche aggressività di Claudio e di Agata erano comportamenti anche tipici della botta calda. Era evidente che i rapporti tra la moglie e i figli del defunto fossero pessimi e Tecla emotiva, però dando loro il tempo di riprendersi un minimo per gli investigatori sarebbe stato più efficace valutarli nello scenario dell’omicidio.

Purtroppo Rami, unico testimone, non aveva raccolto granché di particolarmente utile. Se non sentito un tonfo sul cemento e visto il vecchio modello di jeep Renegade grigia allontanarsi a manetta. Le foto che era riuscito a scattare curvo e in tutta fretta col cellulare erano sfocate, non si vedeva chi fosse all’interno neppure con i più sofisticati programmi al pc.

D’altronde Rami si era cimentato in più azioni in contemporanea, in primis era corso sul corpo oramai inerte nel sangue, aveva chiamato ambulanza e forze dell’ordine. L’auto, dapprima con targa oscurata, era stata poi ritrovata dalla Polizia Stradale un giorno dopo senza targhe, abbandonata nella campagna di Angera. Era persino difficile farla risalire visivamente alle immagini sbiadite del detective, se non per assonanza logica. Stavano cercando di risalire al proprietario con la motorizzazione civile, dal numero di telaio. L’ipotesi più probabile era che fosse stata rubata, anche se non risultavano denunce di furto relative a quel modello in tutto il comprensorio della provincia di Varese.

Quella tersa mattina di maggio i detective erano in ufficio.

E’ frustrante – brontolava Rami – aver assistito a un assassinio senza poter fornire prove concrete”

Beh, intanto grazie a te sappiamo che non si è trattato di un incidente con il solito pazzoide che fugge per non assumersi responsabilità. Qualcuno ha deliberatamente ucciso Giovanni Pirovano, immagino non avesse notato che c’eri tu nella macchina quasi parcheggiata, pensava di essere solo sulla scena” Teresa lo consolava con osservazioni lucide. Il suo braccio destro si rianimò.

Certo, non ci avevo ancora pensato! E ..senti, non ho capito perché hai convocato subito qui Burk Lange” e si lisciò con gesto vezzoso suo tipico la cravatta regimental sull’azzurro che indossava su camicia in tinta e un inappuntabile completo grigio antracite, in fresco di lana. Sempre elegantissimo, impeccabile. La detective invece era come al solito vestita da capo a piedi di blu e nello stile casual. Maglione, blue jeans e sneakers. Per praticità usava solo quel colore, in modo da non perdere tempo la mattina nei vari abbinamenti cromatici del look.

L’ex marito di Tecla Redaelli – rispose – può darci informazioni preziose sulla famiglia. Preferisco parlare prima con lui che..”

Drinn, l’interfono. Fabrizia annunciò l’ospite.

Entrò un omone biondo e corpulento, sui 47 anni o forse un po’ di più, dall’aria gioviale. Sorrise e si presentò.

Grazie di essere venuto. Si metta comodo, ho bisogno di sapere da lei, naturalmente mi auguro voglia collaborare, come erano i rapporti tra Giovanni Redaelli e i figli”

Teresa era andata dritta e immediatamente al sodo, com’era nel suo stile. Rami stava leggendo la scheda del convocato: nato a Berlino, residente da ventidue anni in Italia, domicilio a Brebbia, professione ingegnere nucleare responsabile del reparto sicurezza dell’Euratom di Ispra .

Sono molto dispiaciuto della morte del mio ex suocero – iniziò a parlare dopo essersi seduto su di una poltroncina di fronte a loro – ho sempre avuto buoni rapporti con lui e se posso aiutarvi ne sarei felice. Vedete – proseguì in perfetto italiano con marcato accento tedesco – Claudio e Tecla non andavano d’accordo con Agata, né lei con loro. Giovanni si era risposato..circa 9 anni fa, dopo una lunga vedovanza. La nuova moglie era stata la sua segretaria in azienda, dopo il matrimonio ha smesso di lavorare e si è data alla bella vita. Naturalmente spendendo i soldi del marito. Inoltre, Agata non è esattamente quella che si può definire una persona simpatica. Così è iniziata una guerricciola tra lei e i figli: alterchi, ripicche, piccole vendette. Dapprima Giovanni è stato dalla parte della moglie, addirittura non ha visto la prole per un paio di anni. Poi si è riconciliato con loro, ma li frequentava da solo, senza di lei”

Ok per la cronistoria, ma lei cosa ne pensa?”

Burk Lange storse la bocca prima di rispondere

A me Agata non piace proprio per niente! Pensi che è stata la causa di divorzio tra me e Tecla”

E come ha potuto? “ domandò Rami avvinto nella comprensione

Non è bello da parte mia – cadenzava le parole con amarezza – amavo Tecla ma..insomma, ho avuto un’amante, per circa un paio di mesi. Sfortunatamente una sera siamo capitati nello stesso ristorante a Gallarate, Agata era con una sua amica. Si è insospettita e dopo cena mi ha seguito senza che io me ne accorgessi. Siamo andati in un motel..ha scattato le foto del nostro ingresso, abbracciati, e le ha mandate via WhattsApp a Tecla”

Accidenti che personaggio!” non poté fare a meno di commentare Teresa

Appunto. E pensi che non lo ha fatto per dividerci, non le importava nulla della nostra vita, bensì per farla soffrire…invece è tutto degenerato, Tecla non ha retto e ha voluto divorziare. E così è stato”

Che tipo di donna è Tecla?” chiese a bomba Teresa

Una gran bella persona, ma tanto emotiva, fragile, insicura..adesso siamo in buoni rapporti anche per via di nostro figlio, Ludovico. Comunque non mi ha mai perdonato e ne sono profondamente dispiaciuto, ho sbagliato lo so…ma.. la amo ancora..” e abbassò gli occhi imbarazzato, dopo quella confidenza. Si riprese immediatamente e proseguì: “Fuori, in macchina, c’è appunto il mio ragazzo. Mi ha accompagnato e vorrebbe parlare con voi”

Quanti anni ha?” chiese Teresa

Ventidue da un mese”

Allora va bene, temevo fosse minorenne. Lo faccia pure entrare” e fece un gesto convenzionale a Rami per ricordargli di registrare con l’orologio spy-cam anche questa nuova conversazione

Poco dopo un bel ragazzo alto e moro, con occhiali tondi da vista e codino, salutò e si presentò porgendo la mano agli investigatori: Ludovico Lange

E’ bello che un giovane desideri parlare con gli investigatori che indagano sull’omicidio di suo nonno” osservò Teresa

Lo faccio per mia mamma che è distrutta, non gli ero tanto affezionato – ammise

E perché?” la detective si era incuriosita di tanta sincerità

Ha fatto soffrire mia madre..e mio padre…e poi non credo di essergli mai piaciuto, gli ho sempre detto chiaramente quel che pensavo di lui e delle sue scelte di vita”

Lo dica anche a noi!”

Mi è sempre parso assurdo, inconcepibile il suo matrimonio con quella bieca racchiona succhiadenaro”

Risero tutti e tre per l’espressione “bieca racchiona succhiadenaro”

Voglio dire – continuò serio il nipote del morto – che comprendo benissimo il suo desiderio di risposarsi, di avere una donna ancora al fianco, di volersi sentire più vivo e giovane. Ma come mai la sua scelta è caduta proprio su Agata? E perché in seguito non si è mai reso conto di quanto fosse squallida?”

Ludovico, tu glielo hai chiesto?”

Certo dottoressa Leone, eccome. Ho solo ricevuto risposte vaghe, da ‘sei troppo piccolo per capire queste cose ‘ a ‘ non permetterti di offendere mia moglie’. Ecco, avrei tanto voluto un nonno…più nonno! Che mi desse qualche spiegazione senonaltro per affetto, per esempio, non che rifiutasse il dialogo con me”

Mi intrometto – prese la parola Burk – non per difendere mio figlio. Devo dirvi che il mio ex suocero era un decisionista, non amava essere contraddetto né mettersi in discussione, un po’ come tutti gli uomini d’affari. Inoltre, …non era particolarmente sentimentale. Ludovico ha sempre avuto una certa parlantina grintosa e acuta, sin da bambino, e…beh, sta studiando legge, diventerà un ottimo avvocato! Comunque, quanto vi ha raccontato è il risultato”

Lei però ci aveva detto che andava d’accordo con suo suocero” ribatté Teresa

Certo, io non ho il carattere aperto e graffiante di mio figlio! Non gli ho mai parlato male, sia pur dicendo la verità, di Agata che pur detesto e ne ho ben donde. Anzi, Giovanni mi è stato molto vicino dopo il divorzio”

D’accordo – intervenne Rami – la sua esposizione ha un senso logico. A questo punto – continuò rivolto verso il ragazzo – mi piacerebbe sapere che rapporto aveva tua madre con suo padre”

Molto buono prima che si risposasse – rispose lui prontamente – poi a fasi alterne. Penso che Agata fosse gelosa della mamma e per questo la ostacolava, cercava sempre di danneggiarla”

Intervenne Burk mestamente: “Lo credo anch’io”

Teresa passeggiava lentamente con il suo braccio destro sul lungolago di Varese, a Gavirate. Avevano appuntamento con Claudio Redaelli al bar Snoopy, un chiosco con gazebo bianco affacciato su quel tranquillo e verde-azzurro tratto lacustre. Pareva di essere in una cartolina, tutto appariva calmo, colorato e sospeso nella bellezza naturalistica di un solare pomeriggio di maggio. In quei giorni si erano suddivisi con la Centrale di Polizia gli incontri con quanti strettamente legati al defunto. Per poi inviarsi i file con l’intervista, videoregistrata di nascosto dall’interlocutore, con gli orologi spy-cam più sofisticati. Agata Pirovano, per richiesta di Teresa, era stata sentita da Luca Terenzi. Però non aveva detto niente di nuovo o di utile alle indagini. Fredda e altera, dava solo risposte di circostanza. Tecla non si era ancora ripresa dallo chock, si trovava a casa ma sotto controllo medico, in uno stato di forte stress: per il momento non era possibile parlarle.

Pensi ci sia un nesso tra il figlio mai riconosciuto dalla Pirovano e l’omicidio?” Rami era concentrato

Non lo so, di primo acchito sembrerebbe di no. Temo – sospirò due volte all’idea di dover incontrare quella persona disgustosa – dovremo risentirla noi, con Terenzi è stata abbottonatissima. D’altronde è una questione soprattutto psicologica: spiattellare i fatti propri alla Centrale di Polizia inibisce ben di più che farlo da noi, in studio. Luca è stato bravissimo, si vedeva però che lei non era affatto a suo agio”

Stai tranquilla, le parlo io. E’ più unico che raro tu abbia questa forma di repulsione verso qualcuno, è comunque umanamente comprensibile.”

Sì, non è da me e non lo trovo professionale. D’altronde non so neppure spiegarmelo..ah, ecco Claudio Redaelli”

L’uomo, un bel tipo, tonico, poco più che cinquantenne con le tempie spruzzate di grigio, avanzava verso di loro dal lato opposto della camminata. Fece loro cenno per indicare quale fosse il bar Snoopy e si fermò davanti ad aspettarli.

Si sedettero sotto al gazebo, in quella atmosfera rarefatta e ordinarono degli aperitivi analcolici a base di frutta fresca.

Vorrei potervi aiutare – esordì il figlio della vittima in doppiopetto grigio – fatemi pure qualunque domanda riteniate”

Grazie. Lei è divorziato e senza figli, vero?” iniziò la detective

Sì, da tanti anni. La mia ex moglie ora vive in Francia”

In che rapporti siete?”

Direi normali, a dire il vero non la sento quasi mai, però di recente mi ha scritto una bella email di condoglianze”

Cosa ne pensa del divorzio di Tecla e Burk?”

Claudio inghiottì una fragola intera, teso

Assurdo. Stavano molto bene insieme e ok, lui ha avuto una scappatella…lasciarsi però a parer mio non aveva alcun senso. Credo si amino ancora. Tecla – deglutì e bevve un sorso di Tropical drink – da un annetto ha un compagno, però sono certo sia per appoggiarsi su qualcuno, per non essere e sentirsi sola..”

Chi è costui?” era la prima volta che gli investigatori ne sentivano parlare

Un agente di commercio nella moda, viaggia molto per lavoro e raggiunge Tecla nel suo agriturismo il più possibile, nei fine settimana, durante le festività e via così. Adesso è con lei”

Rami guardò Teresa e lei ricambiò l’occhiata. La new entry nella storia li incuriosiva

Come si chiama?”

Enrico Curione. E se volete un mio parere, mi sembra uno perbene. E’ molto affezionato a mia sorella e glielo dimostra in mille modi. Va d’accordo pure con Ludovico, che lavora con la mamma“

E in che rapporti era con suo padre?”

Buoni, papà faceva il tifo per Burk però Enrico non gli dispiaceva. D’altronde è una persona aperta, socievole, moderata.”

E con Agata?”

Non so neppure se si siano mai visti. Agata non va mai nell’azienda agricola di mia sorella e lei si guardava bene dal rischiare di incontrarla altrove…”

Teresa ascoltava attentamente. Sorseggiò il cocktail prima di fargli la domanda che più le premeva: “Secondo lei, chi ha ucciso suo padre?”

L’uomo fece una smorfia di disappunto e si sistemò i capelli con la mano, un gesto di nervosismo

Non vorrei apparire avventato, ma se volete la mia opinione.. ha escogitato tutto Agata” disse cadenzando bene le parole

In effetti è la sospettata numero uno – convenne la detective dalla rossa chioma – ma perché l’avrebbe fatto?”

Per soldi – la risposta arrivò gelida e pronta – mio padre non era più in grado di darle 50 mila euro ogni mese per le sue spese. L’azienda tessile familiare , purtroppo, versa in condizioni difficili, con grossi debiti bancari. Agata voleva venderla prima che non valesse più niente sul mercato, invece mio papà era certo di riuscire a risollevarla con nuovi investimenti e clienti internazionali – fece una pausa, poi proseguì – so che da un po’ di mesi erano ai ferri corti per questa divergenza di vedute, liti su liti”

E lei, come commercialista, cosa consigliava loro?” chiese Rami

Pensavo che mio padre potesse farcela, appoggiavo il suo tentativo anche perché era oggettivamente interessante: aveva organizzato, con poco investimento, dei canali di vendita innovativi in mercati esteri interessati al tessile. Stava già ricevendo i primi ordinativi…certo, per vedere i risultati in termini di profitto bisognava aspettare un po’..”

E Agata preferiva un uovo oggi piuttosto che una gallina domani…non voleva aspettare, o meglio, rinunciare al suo agio. E’ così?” l’investigatore color cioccolata lo stava fissando negli occhi.

Claudio Redaelli non abbassò lo sguardo quando rispose: “Esattamente. Le faccio inoltre presente che la signora Pirovano non ha alcuna nozione e cognizione di economia e finanza. Anzi, neppure un diploma! Ha finito i suoi studi con la terza media. Pertanto mio padre non dava retta al suo parere su questioni tecniche e specifiche commerciali dell’azienda”

Semplicemente logico – confermò Teresa – però questo era un motivo di diverbi tra loro”

Il figlio del defunto annuì e alzò le spalle. Proseguì:” Mi rendo conto che vi dipingo male Agata, però ha solo causato oggettivi problemi alla mia famiglia”

Sono fatti…è’ comprensibile che lei non abbia una buona opinione della signora Pirovano, come d’altronde il suo ex cognato e suo nipote..immagino senza troppa fantasia valga lo stesso per sua sorella – l’investigatrice era pronta per calcare sulla domanda diretta e usava il mood più diplomatico possibile: “ Ma senta, secondo lei che la conosce di persona potrebbe veramente aver anche architettato l’omicidio?”

L’uomo si ravviò i capelli pensoso. Tossicchiò. Dopo un minuto di silenzio, rispose corrugando la fronte: “Sì, potrebbe. So che ha un alibi di ferro per il momento …dell’assassinio, forse ha complottato con qualcuno, o ingaggiato un killer…”

Una volta rimasti soli, la detective schiacciò l’occhio al suo braccio destro e chiamò sulla linea personale l’ispettore Terenzi. Convennero che far pedinare la Pirovano dall’agente speciale Nino Salemi fosse una buona idea. Colpevole o innocente per la morte di suo marito, di sicuro era un personaggio controverso. Nel frattempo Rami l’avrebbe convocata in studio per interrogarla meglio. Alla Centrale di Polizia aveva taciuto o nicchiato su troppe questioni utili alle indagini.