Marina Martorana è giornalista di attualità, autrice di manuali/saggistica e consulente di comunicazione
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Quarto giallo (sul Verbano lombardo): quattordicesimo e ultimo capitolo

Capitolo XIV ( e ultimo, the end. Il digital thriller termina qui )

Teresa non chiuse occhio tutta la notte. Aveva parlato a lungo al telefono con Luca, si erano dati appuntamento per l’indomani, sul presto, in Centrale. Ludovico Lange l’aveva chiamata verso le 22 con tono desolatamente avvilito, lei era già a letto, lui strabiliato che la sua Laura avesse addirittura brutalmente ferito Rami.

La detective in quel momento non aveva voglia di addentrarsi in spiegazioni, rimandò  al giorno successivo. Cercò di addormentarsi, era stanchissima, spossata psicofisicamente dagli eventi. Ma le balzavano in mente via via tante pillole di scibile letterario, la facevano riflettere sull’esistenza, sull’umanità, sui crimini.

Aveva bisogno di un conforto d’autore, di sapere che non c’era niente da fare, la vita era così da sempre.

Dissertava, rotolandosi nel letto, in compagnia di aforismi sulla maschera umana, C’è una maschera per la famiglia, una per la società, una per il lavoro. E quando stai solo, resti nessuno” ( Luigi Pirandello, Uno, nessuno e centomila) e anche “In ogni situazione ciascuno assume un contegno e un atteggiamento esterno per sembrare come vuole che lo si creda. Perciò si può dire che il mondo è composto soltanto da maschere”(François de La Rochefoucauld).

E poi su su realtà e apparenza: Gli specchi dovrebbero pensare più a lungo prima di riflettere.(Jean Cocteau) e “Ci sono molte persone nel mondo, ma tuttavia ci sono più volti, perché ognuno ne ha diversi” (Rainer Maria Rilke) per inoltrarsi nell’insidioso tunneldell’ inganno: La propensione dell’uomo a ingannare se stesso è immensamente superiore alla sua capacità d’ingannare il prossimo. (Mahatma Gandhi)” e ancora, le balzava in mente “ In tutti i grandi ingannatori è degno di nota un fenomeno al quale essi devono il loro potere. All’atto dell’inganno vero e proprio, fra tutti i preparativi, come l’orrendo nella voce, nell’espressione e nei gesti, in mezzo all’efficace messa in scena, sopravviene in loro la fede in se stessi: è questo che poi parla così miracolosamente e convincentemente a coloro che stanno intorno.(Friedrich Nietzsche)

La mattina dopo, piantonati come guardie davanti alla Centrale di Polizia, c’erano Ecate e Ludovico. La veggente, insolitamente sulle sue gambe, priva di carrozzina, teneva affettuosamente un braccio intorno alle spalle del ragazzo. Che accettava volentieri la confidenza.

Dottoressa Leone – Lucilla Terzi fece un passo in sua direzione – è possibile vedere Laura?”

No, in questa fase preliminare può incontrarla solo un avvocato”

Sia a me che a Ludovico risulta incomprensibile che abbia ..aggredito il suo braccio destro, siamo sinceramente dispiaciuti per lui. Come sta? ” proseguì la donna

Si salverà senza conseguenze pare..ma lei Lucilla conosceva l’esistenza dell’appartamento di Caravate?”le domandò diretta come un siluro

No.. – pareva sincera – e neppure Ludovico”

Il giovane, in preda a un moto di sconforto, aggiunse: “Teresa, temo che esistano due Laura. Una è quella che conosciamo sua zia e io, l’altra…per noi è un’estranea”

Sì, è proprio così – confermò l’investigatrice – al momento comunque è una sconosciuta pure per noi della Polizia, si rifiuta infatti di parlare…posso darvi un consiglio?”

Certo” risposero in contemporanea

Per voi due è un momentaccio…Ludovico, puoi chiedere a tua madre di ospitare Ecate nell’agriturismo finché non si sistemano le cose? Insieme si sopportano meglio i grossi dolori..”

Sicuro , ma non ho bisogno di chiederlo ..nella mia villetta ho una stanza con bagno per gli ospiti, Lucilla – e le sorrise – può trasferirsi da me”

La cartomante accolse con entusiasmo la novità

Tra l’altro – continuò Ludovico – mia mamma è di buon umore. Ha reagito stranamente bene all’arresto di quel criminale doppiogiochista…Enrico Curioni alias Valerio Germini, sui giornali viene fatto capire sia l’assassino…di mio nonno e degli altri. Mio padre e io temevamo ne facesse un dramma, invece ha commentato ‘Per fortuna ci siamo liberati di quel mostro ‘ e ha fatto sgombrare il suo appartamento di ogni cosa gli appartenesse”

Tecla tornerà senz’altro con tuo padre, si amano ancora – considerò la detective – lei non era innamorata di Enrico-Valerio, mettersi con lui penso sia stata una classica ripicca femminile al suo tradimento…”

E’ molto probabile – convenne il ragazzo

Teresa entrò nell’ufficio di Luca, lui era al computer

Sei riuscito a inquadrare quella Laura Terzi? “ gli chiese senza neanche salutarlo, suo tipico quando aveva in testa mille punti interrogativi

Risulta come ti ha raccontato quel tale, l’amico d’infanzia di Attilio Contini. Era sua figlia, inizialmente registrata all’anagrafe di Leggiuno come Laura Contini. Successivamente, con l’intervento di un legale, è stata adottata da mister Mario Terzi, marito della mamma deceduta della bimba, e a quasi cinque anni è diventata ufficialmente Laura Terzi”

Ah – sospiro di sollievo – qualcosa di vero c’è!”

mhh..forse sciorinandole questa amena storiella riusciamo a farle dire perché si era nascosta a Caravate..a proposito, hai sentito l’ospedale? Rami dice di star bene e vuole già uscire..non possiamo trattenerlo con il TSO, mi sono impuntato con lui che stesse lì almeno per un paio di giorni, spero di avercela fatta a convincerlo!”

Dopo passo agguerrita da lui, prima quando ho chiamato si stava facendo la doccia..ho immaginato meditasse di squagliarsela, è fatto così” e alzò le spalle rassegnata

Allora Teresa cosa dici, tentiamo di mettere la Terzi con le spalle al muro? Non ha ancora nominato l’avvocato, possiamo agire”

L’investigatrice fece di sì con il capo.

E poco dopo venne fatta entrare Laura Terzi, senza manette e con l’aria stravolta.

L’ispettore capo non si perse in preamboli e le disse quel che sapevano del suo passato.

Dove vuole arrivare?” chiese stancamente la donna al termine del resoconto, che aveva ascoltato tenendo gli occhi bassi

A Caravate, nell’appartamento che era stato di suo padre e di sua madre” Luca aveva abbozzato il tono, rispetto alla volta precedente

L’ho riaffittato io anni fa per avere una mia privacy”

Gli agenti della scientifica hanno visto che negli armadi ci sono anche abiti maschili, oltre ai suoi. A chi appartengono? Sono forse di suo papà?”

Ma no, cosa dice..quello che lei definisce mio papà era un barbone, non indossava giacche e camicie”

Lei avrebbe voluto fosse diverso, vero? “ domandò Teresa con estrema delicatezza

Esatto” ammise

Soprattutto, avrebbe desiderato che le facesse da padre”

Esatto” ripeté

Ha vissuto un contorto conflitto interiore di amore e odio per lui” l’investigatrice parlava a voce bassa

Esatto” ribadì

Che le ha scatenato l’istinto omicida: l’ha accoltellato”

Esatto” ammise con un filo di voce

Quindi – la detective non aveva fatto una piega alla confessione – quegli abiti sono di un suo fidanzato”

Del mio uomo che stavo aspettando a Caravate. Mi aveva telefonato con gli sbirri alle calcagne..doveva recuperare i suoi documenti e poi saremmo fuggiti insieme…stava vendendo il campeggio, dovevamo trasferirci in Sud Africa, a Città del Capo, per iniziare una nuova vita”

Fece una pausa, inghiottì la saliva. Chiese dell’acqua, Luca gliela porse, aveva la boccia distributrice nel suo ufficio.

Teresa le chiese:” Intende Valerio Germini?”

Esatto, Valerio”

Laura, lei ha partecipato agli omicidi commessi da Valerio?” Teresa si era alzata in piedi, passeggiava mentre le faceva domande scottanti

Non materialmente. Gli passavo tutte le informazioni che ottenevo da Ludovico, inoltre avevo messo un registratore nella stanza dove mia zia riceve i clienti per via della Pirovano..così sapeva tutto di lei, del marito, della sua amica Lorella…”

E..come mai l’ha fatto?”

Perché lo amavo..lo amo.. “ sussurrò

Laura, si spieghi meglio..amare non significa far da regia a quattro omicidi…”

E invece sì. Lui aveva sofferto troppo, doveva rivalersi per poter star bene dentro di sé. Io l’ho aiutato a vendicarsi di quanto aveva subito”

Le caleidoscopiche strisce rosa-rosse-arancio del tramonto esaltavano il blu notturno, sempre più intenso tra l’azzurro scemante, in ritirata dietro le montagne della antistante sponda piemontese del Lago Maggiore. Tutto intorno, le luci della sera regalavano la magia di un presepe estivo all’aria aperta. Il Chiosco, nella baia di Cerro, era una postazione perfetta per non perdersi un solo istante della fine del giorno. Era lì che Rami aveva chiesto di essere portato, appena dimesso dall’ospedale di Cittiglio.

Ancora bendato e dolorante, ma pieno di voglia di vivere. Era stato difficile convincerlo a farsi curare almeno per qualche giorno nel piccolo nosocomio del varesotto, e quella sera aveva chiesto di brindare in quel ristorantino casual chic affacciato sul Verbano che tanto gli piaceva.

Come mai non c’è Lea?” gli domandò Teresa versandosi del Prosecco

Non me la sento di fare il fidanzato..”rispose distrattamente e in quel mentre scorse Terenzi avanzare tra gli alberi che pareva danzassero nella lacustre brezza serale

Non potevo mancare “ , l’ispettore capo gli strinse calorosamente la mano e constatò che il lato sinistro del volto era meno gonfio e tumefatto, segno che le ferite si stavano riassorbendo

Sono felice tu sia con noi, Luca. E’ stata dura, ma insieme abbiamo posto la parola fine a questa tragedia, almeno, per quando riguarda la nostra parte – e l’investigatore color cioccolata gli porse un calice di vino bianco

Ordinarono pesce persico e verdure grigliate.

Per ricapitolare, ditemi se ho ben compreso – Rami voleva la massima chiarezza – l’esecutore materiale dei quattro delitti è stato Valerio Germini, che in zona si faceva chiamare Enrico Curioni. Direttrice e regista del thriller Laura Terzi, figlia di Attilio Contini nonché sua assassina. Valerio si era messo con Tecla per poter stare all’interno della storia e Laura, per lo stesso motivo, con Ludovico: idea della diabolica ragazza”

E’ così – intervenne la detective – con la differenza che Valerio Germini soffre di un danno psichico paragonabile a una forma di semi-infermità mentale, il professor Martini ha appena stilato la sua relazione. Invece Laura Terzi non presenta significative problematicità mentali: è lucida e determinata, consapevole delle sue azioni”

Abbiamo fatto bene a muoverci subito con le perizie, invece di attendere i tempi burocratici – continuò Terenzi – d’altronde sia uno stato di insufficienza mentale originario (come l’oligofrenia), sia una psicosi acuta e come tale transitoria, sia una psicosi cronica (per esempio, la schizofrenia) sono di notevole importanza nell’àmbito giuridico. Determinano, secondo la gravità, l’inabilitazione o l’interdizione di chi ne è affetto e ha diretti riflessi sulla imputabilità del soggetto che ha commesso uno o più reati

Già – asserì Teresa – la magistratura ha modo così di inquadrare immediatamente gli imputati per quello che sono: un malato e una sana”

E…quella veggente, che poi non è neppure zia di sangue di Laura.. che fine ha fatto?” chiese il detective sorseggiando il nettare di Bacco

E’ una brava donna in perenne terapia …stravagante ma innocua…si è fatta carico di una ragazzina che neppure è sua parente – osservò Luca

E per lei fortunatamente c’è un gran bel finale – proruppe con allegria la rossa investigatrice – è stata praticamente adottata, passatemi il termine, da Tecla Redaelli, che nel frattempo è tornata col marito…e chi ne dubitava?! Comunque Lucilla si è trasferita in pianta stabile nell’agriturismo di Brebbia e lavora in cucina, naturalmente seduta sulla sua sedia a rotelle!”

Come…in cucina?”

Sa cucinare, pare se la cavi benone ai fornelli.. Ludovico è davvero un giovane in gamba, ha spiegato alla madre la situazione di Lucilla, da quando si è trovata con Laura bambina a oggi. E Tecla se l’è presa a cuore, l’ha letteralmente accolta nella sua struttura a braccia aperte. Ecate – continuò l’investigatrice – adesso sta elaborando con il professor Martini la perdita della sua adorata Laura. Però con un bilanciamento notevole dello scompenso psico-affettivo subito, fatti oggettivi importanti per poter superare il triste momento: non si sarebbe mai aspettata una nuova vita…dove potersi rendere utile come cuoca e stare in compagnia di persone perbene”

Meno male che nell’accozzaglia umana di questo caso colmo di maschere, malvagi, disastrati psichici sono spuntati anche dei volti – commentò Rami versandosi dell’altro Prosecco di Valdobbiadene

Già – anche Luca riempì nuovamente il suo calice – e il varesotto, grazie a un anonimo benefattore che solo noi conosciamo, avrà un moderno residence per ospitare gli anziani”

Alzarono tutti e tre i bicchieri e li fecero tintinnare delicatamente in un frizzante cin-cin alla vita

THE END

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