Marina Martorana è giornalista di attualità, autrice di manuali/saggistica e consulente di comunicazione
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Quarto giallo (sul Verbano lombardo) – dodicesimo capitolo, seconda parte

Capitolo XII  – seconda parte

Rami lesse e rilesse le carte giudiziarie on line dell’assassinio nel camping di Senigallia, avvenuto 26 anni prima. I cadaveri erano stati trovati verso le ore 22 da una dipendente, che aveva subito chiamato ambulanza e Polizia. Dapprima erano stati accusati del delitto dei nomadi, che avrebbero voluto stanziarsi con il loro camper nel campeggio marchigiano per poter usufruire dei servizi. I Germini non volevano “quel genere di clienti” e non accettavano più nemmeno di riceverli nel loro ufficio. La sera della loro morte, diversi lavoranti della struttura avevano visto quegli zingari aggirarsi all’ingresso per tentare di entrare e, probabilmente, convincere i proprietari ad accoglierli: si ipotizzava avessero pensato a una offerta economica allettante. Però nel corso dell’indagine non erano emerse prove all’interno dell’area cintata contro i sospettati e infine il delitto era stato archiviato come irrisolto. Valerio era menzionato solo in una breve nota della Procura: il figlio era ospite di vicini ( la famiglia del notaio Diego Pellini) circa dalle ore 19 e sino alle 2 del mattino,

Il detective non faticò, grazie al titolo professionale, a trovare su Internet il recapito di Diego Pellini, che nel nel frattempo si era trasferito ad Ancona. Digitò il numero di telefono dello studio notarile e spiegò alla segretaria che doveva parlare con la massima urgenza a Pellini.

Un minuto dopo una voce roca e profonda si qualificò come la persona cercata. Rami mise la chiamata in viva voce, Teresa si era avvicinata alla sua scrivania. L’investigatore gli dette qualche informazione attuale senza entrare nei delittuosi eventi per poi domandargli del passato, del rapporto suo e dei suoi familiari con il giovane Valerio Germini.

Ce lo eravamo preso a cuore – rispose l’interlocutore scandendo le parole – perché sembrava il figlio di nessuno. Triste, impaurito, magro, malvestito..i genitori erano duri e anafettivi, inadeguati…a noi faceva tanta pena. Mio figlio Mauro, che studiava all’alberghiera con lui, gli era molto affezionato, ce ne aveva parlato e abbiamo fatto il possibile per aiutarlo..senza farci scoprire da quelle canaglie che lo avevano adottato”

Mi faccia qualche esempio” l’investigatore voleva andarci a fondo

Tante piccole cose..ogni giorno mia moglie dava a Mauro due merendine per l’intervallo, una per lui e l’altra per Valerio che ne era sempre sprovvisto..ah, ecco mi torna in mente che i suoi non volevano partecipasse alle gite di classe – ridacchiò sornione – così facevamo telefonare ai Germini da una professoressa molto carina, che aveva ben capito la situazione, per dire che Valerio si sarebbe trattenuto a scuola tutto il giorno per via di un progetto in corso e simili ..invece pagavamo noi la sua quota e andava alle escursioni con i compagni di classe… “

Bravi..è molto bello quanto mi sta raccontando..e quando i suoi genitori adottivi sono stati uccisi? “Rami , con tono tranquillo, sperava di ottenere più informazioni possibile

Si riferisce all’alibi? “ chiese il notaio

Sì, anche..”

Abbiamo ritenuto di doverlo difendere dal pesante iter burocratico-giudiziario del caso, non era certo stato lui ad ammazzarli!” esclamò convinto

E poi cosa è successo?” domandò il detective facendo finta di non aver sentito la sua affermazione

Direi si sia leggermente ripreso, pian piano…ha ereditato, sistemato il camping..ma dubito che le sue cicatrici interiori si siano rimarginate, anzi, lo sostengo”

Perché lo sostiene?”

Mia moglie ritiene avrebbe dovuto fare una terapia psicologica, forse è vero. Ogni tanto ci viene a trovare, cena da noi e abbiamo l’impressione sia un po’ sfasato..”

Finita la conversazione, Rami e Teresa si guardarono a lungo senza proferire sillaba. Spedirono a Luca Terenzi il file con la registrazione, sempre in silenzio. Piovigginava ancora. Ludovico Lange arrivò all’improvviso con un largo cappello stile cow boy.

Sto andando a Varese, in Università. Ho deviato per vedere se c’era la sua macchina – disse rivolto alla detective – ho bisogno di parlarle…preferisco di persona”

Lei gli fece il gesto di sedersi. Il ragazzo aveva l’aria stanca e tesa.

Laura è scomparsa con la sua auto. Da due giorni né io né sua zia sappiamo dove sia finita…il suo cellulare risulta spento…non è neanche andata al lavoro, hanno chiamato Lucilla dalla segreteria del liceo dove insegna per chiedere spiegazioni”

E’ un suo comportamento consueto sparire?” domandò la detective

Ma no, assolutamente no! Non è mai successo. Ha la testa sulle spalle, Laura”

Rami intervenne: “ Ha provato a telefonare alle sue amiche? A qualcuno che la conosce bene”

L’ha fatto Lucilla, ma senza esito”

Potrebbe, magari, trattarsi di una fuga segreta d’amore?” proseguì l’investigatore dalla pelle color cioccolata

Boh..non credo avesse una relazione con un altro …pensa potrebbe aver conosciuto qualcuno ed essersi infiammata per lui? ” e alzò le spalle scocciato dall’idea che la sua fidanzata potesse averlo tradito

E’ un’ipotesi, in questi casi dobbiamo valutare le varie possibilità”

E se fosse stata.. uccisa? E il cadavere gettato nel lago o che ne so io dove?” gridò il giovane, molto concitato

Ludovico – Teresa gli mise una mano sulla spalla e cercò di rassicurarlo – sei scosso dai tremendi eventi degli ultimi tempi, è prematuro pensare al peggio. E presto per muoversi, aspettiamo un altro paio di giorni. Se non ricompare, dovete fare regolare denuncia alla Polizia che a sua volta ha i canali con la stampa. Quando i media ne parleranno, sapremo qualcosa a breve. Sempre non si materializzi prima, non è da escludere”

Lui annuì. Si rimise lo zainetto sulle spalle e concluse addolorato: “Stasera sarò a cena da Lucilla, prima le ho fatto la spesa. Mi spiace lasciarla sola in questo momento, è tanto preoccupata per sua nipote..ed è una gran bella persona”

Sei proprio un bravo ragazzo – esultò la detective anche per smorzare il suo mood cupo – vedrai che si sistemerà tutto”

Una volta uscito, Rami e Terersa cambiarono completamente atteggiamento

Ci mancava solo che sparisse Laura!” borbottò l’investigatrice “ E adesso come la rintracciamo? Non credo sia stata fatta fuori da Germini, ce lo avrebbe detto…ha confessato spontaneamente i suoi delitti di ieri e di oggi..”

Ma no, secondo me è viva e vegeta con un amante..quando l’avevo incontrata, mi ero fatto l’impressione di una donna formalmente ineccepibile, ma che emana un substrato di doppiogiochismo, tipo la Monaca di Monza: avevo visto di recente il film in tivù e Laura me l’ha ricordata”

Un bel gioco mentale…- convenne lei – devo ammettere che anche a me non aveva fatto una impressione positiva, forse perché un po’ codarda..non è venuta da sola qui da noi, si è fatta accompagnare da Ludovico..ma non era sospettata di qualcosa!”

Certo, da mettere in conto pure questo…penso sia il caso di attivare l’agente speciale Nino Salemi, abbiamo vero la targa della sua macchina?”

Sì, nel dossier c’è tutto. Chiama Nino e passagli le informazioni. Io vado dal professor Martini, mi ha chiesto di raggiungerlo al Golf dei Laghi di Travedona Monate”

Teresa girò nella stradina campestre dal mini cartello che segnalava, con la freccia, la sua destinazione. Si inoltrò con la sua Touring Chrysler blu nello sterrato con intorno ampia vista di campagna, a destra e a sinistra. Tutto quel verde le regalò una sferzata di buonumore. E quando parcheggiò al Golf, composto da basse costruzioni seminascoste dalla vegetazione, pensò fosse un posto meraviglioso. Piacevolmente colpita, non poté fare a meno di cercare qualche notizia sul tablet intanto che camminava verso l’interno dell’enorme area golfistica.

La club house è stata costruita ristrutturando integralmente le vecchie scuderie dei Visconti di Modrone. E’ composta da un primo corpo, completamente ricostruito nel 2007, in cui si trovano la segreteria, il pro shop, gli spogliatoi maschili e femminili, entrambi con sauna, e gli uffici del Consiglio direttivo. Nel secondo, collegato al primo da un breve camminamento coperto, vi sono il bar, il ristorante, che ha vinto il premio Mistretta 2004 quale migliore tra quelli di circolo, la sala soci e premiazioni.
 Il tutto è completato da un ampio porticato, ideale per pranzare all’aperto, che si affaccia sul putting green e sul green della buca nove, con quello della diciotto a poche decine di metri. Qua e là, enormi alberi secolari.

Il neuropsichiatra era spaparanzato su di una chaise longue in bamboo all’ombra del porticato, con un coktail alla frutta sul tavolino. La salutò con la mano e la invitò a raggiungerlo.

Posso offrirgliene uno? E’ analcolico” le chiese indicando il calice

Sì professore, volentieri. Ma che paradiso! Lei è socio, immagino”

Da tanti anni..quando non ho voglia di giocare a golf, mi godo la calma agreste di questo luogo fantastico che riconcilia col resto del mondo..ma non si preoccupi cara Teresa, ho lavorato da qui al nostro caso, ho colto l’urgenza” e tirò fuori dal borsone in canvas nero il suo pc portatile

Come la vede questa storia, professore?” passò subito al dunque

E’ un caso ben complesso – esordì mettendosi gli occhiali, piccoli e tondi, e guardando il suo testo che le avrebbe spedito con email – sa Teresa, per esperti di criminologia, psichiatri forensi e altri illuminati dell’introspezione umana non è affatto semplice dar risposte esaustive all’efferata tipologia dei pluriomicidi. Valerio Germini è un serial killer. L’ipotesi più accreditata dagli esperti è che una buona parte degli assassini seriali abbia vissuto un’infanzia disagiata, traumatica. Come il nostro Valerio Germini – si interruppe un momento per guardarla negli occhi – D’altronde il trauma psicologico è un evento che disorganizza la mente di chi lo vive e può comportare diverse conseguenze. Infatti, per le sue stesse caratteristiche, il trauma opera una profonda deformazione del normale funzionamento dell’organizzazione mentale e può indurre comportamenti anomali, capaci di scatenare aggressività. Non certo ultimo, l’effetto dissociante esercitato sulle attività cerebrali dipende dal tipo e dalla gravità di quanto subito, nonché dalle disposizioni individuali. Dovrei vedere il soggetto, per conoscerlo e approfondire quali sono le sue propensioni”

Lei crede che questa sua valutazione, abbinata naturalmente a un’analisi del Germini, possa essere esibita dalla difesa in Tribunale?”

Direi di sì. Tra l’altro, recenti studi scientifici hanno rivelato che nei primi tre anni di vita il cervello è un portento: ogni secondo i neuroni formano da 700 a 1000 connessioni, ritmo frenetico che non si verificherà più nel resto della vita. Questa grande velocità di conformazione (fa sì che al terzo anno l’80% del cervello sia già sviluppato) risponde al bisogno del bambino di apprendere il più possibile dall’ambiente che lo circonda. Tutto ciò necessita di un humus adatto allo sviluppo cerebrale: dialogo e sollecitazioni con genitori e parenti, cibo, condizioni igienico-sanitarie adeguate…

Professore, dalle nostre indagini risulta che Germini abbia raccontato la verità sulla sua infanzia, idem suoi crimini commessi”

Da quanto ho ascoltato nel file che mi ha spedito, anch’io penso sia stato sincero. Disperatamente sincero e deciso a tirar fuori quel sacco nero colmo di morti che pesa sulla sua coscienza. Questo potrebbe significare che abbia la coscienza. Lo accerterò in fase di rapporto diretto con lui. Anche se – e guardò ancora la detective negli occhi – potrebbe trattarsi, a causa del trauma psicologico infantile subito, di un uomo dalla personalità dissociata”

. continua 

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