Marina Martorana è giornalista di attualità, autrice di manuali/saggistica e consulente di comunicazione
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Quarto giallo (sul Verbano lombardo) – decimo capitolo

Capitolo X

Teresa si trovava nell’ufficio del direttore della filiale Telecom di Varese. Un ometto smilzo, con enormi occhiali da vista quadrati, formale.

Dottoressa Leone, le confermo che Cosimo Valli si trovava qui nel giorno e nell’ora da lei richiesti” e le porse la fotocopia del registro delle presenze

Grazie..che tipo è il suo dipendente?”

Una gran brava persona, non capisco proprio cosa c’entri con un’indagine della Polizia” rispose con una nota di irritazione

Sa, per mia esperienza sono gli insospettabili a poter aver commesso dei reati” replicò la detective

Non è il caso di Valli, lavora qui da più di dieci anni e mai una furbata come invece altri suoi colleghi, lo definirei un uomo corretto. Infatti è in odore di promozione, sempre che lei non me lo arresti”

Vedo nel tabulato – lei cambiò discorso – che la settimana precedente Valli aveva fatto un altro turno, dalle 10 alle 18” e mentalmente si ricollegava alle parole dell’anziano testimone: se un uomo aveva sostato tutto il giorno nell’area vicina alla villa della Pirovano, non poteva essere in contemporanea sul posto di lavoro. Le date coincidevano. E lo escludevano.

Non ricordo con esattezza, guardi lei, è tutto registrato”

Certo. Un’ultima cosa, lei sa di che colore è la nuova Panda di Valli?”

Il dirigente si alzò e le indicò, dalla vetrata, il parcheggio antistante la palazzina. “ E’ quella gialla in seconda fila, alla nostra destra”

Gialla. No, Cosimo Valli non c’entrava. L’auto vista dal vicino di Agata era di un colore spento. Il tizio era sveglio, avrebbe potuto confondere il grigio argento con l’azzurro metallizzato e forse con il bianco, avrebbe ricordato una tinta che spicca come il giallo.

Però la spilla di Tecla Redaelli e l’orecchino trovato nella stanza del giornalista assassinato erano stati fatti dalla moglie. C’entravano i gingilli con i delitti? E in che senso?

Uscì dall’ufficio di telecomunicazioni con i punti interrogativi che le pulsavano nella testa. Salì in macchina e si diresse all’agriturismo Il Pivione, a Brebbia. Piovigginava. Non ci fece caso. Era troppo concentrata sull’indagine. Incrociò Ludovico che stava mettendo sella e briglie a un cavallo, le indicò chi fosse l’artista.

La detective optò per un approccio diretto, spiccio e incisivo:” Ha realizzato lei questo orecchino?”

La donna stava spazzando la grande sala da pranzo. Si fermò e guardò la bustina di plastica che le tendeva Teresa.

Sì” le rispose guardandola di sottecchi. L’investigatrice, rosa dalla fretta, non si era neppure presentata. Lo fece brevemente, senza entrare nei dettagli. La cameriera assunse un atteggiamento più rilassato.

Per caso si ricorda a chi l’ha dato o venduto?”

No..partecipo a tanti mercatini locali, oltre a vendere personalmente a casa di chi mi chiede di visionare la collezione. Mi spiace non poterla aiutare, ma questo modello è piaciuto e ho fatto tanti orecchini simili, proprio non rammento”

Quindi potrebbe anche trattarsi di un regalo acquistato per un’altra persona”

In effetti sì, la stessa signora Redaelli compra molti dei miei pezzi per le sue amiche..”

Sa dove sia adesso?”

Qua in giro, l’ho vista poco fa”

Teresa salutò e andò a cercare Tecla. L’atmosfera uggiosa ben si sposava al suo stato d’animo indescrivibile, un malcelato mix tra incazzato e depresso. La figlia di Giovanni Redaelli invece sembrava di buon umore, la accolse più allegra del solito e le offrì un caffè nella sua villetta.

Teresa la seguì volentieri, appena entrate le fece vedere l’ornamento.

E’ suo?”

Direi di sì.. – rigirò il contenitore trasparente per qualche secondo – sono spariti da un po’, naturalmente avevo la coppia…li ho tanto cercati per abbinarli a un certo vestito..ma come mai lei ne ha uno?”

E’ una lunga storia..piuttosto, mi stava dicendo che sono scomparsi..da dove?”

Ho in camera da letto un’anta dove appendo collane e orecchini. Ma questi rossi non li trovo più, ho guardato anche altrove..niente”

E’ sicura di non averli persi? Oppure, chi potrebbe averglieli presi?” la detective parlava a raffica

Escludo di averli entrambi smarriti e pure si tratti di un furto.. non mi manca nient’altro e ho bijoux ben di maggior valore…e no, non mi viene in mente che fine possano aver fatto..”

Ok. Grazie per il caffè, mi chiami se le viene in mente qualcosa o se salta fuori il gemello di questo..che tengo io, mi serve”

Tornata in studio avvolta dalla cappa esistenziale di quel suo momento, tormentata da mille dubbi, Teresa trovò Rami al computer con Claudio Redaelli. Seduti fianco a fianco di fronte allo schermo, parlottavano con fare complice.

Ciao – la salutò il suo braccio destro – abbiamo appena completato la transazione e trasferito 10 milioni di euro nel nostro conto Alfa”

Penso sia la soluzione in ogni senso migliore – precisò Redaelli – meno male che ci siete voi a occuparvene, così io ne resto fuori! Sì, lo chiuda pure – disse rivolto all’investigatore tunisino che era on line nel secondo conto della Banca di Lussemburgo, il primo era già stato svuotato e ora risultava inesistente

Ha già pensato a chi destinare la somma in anonimato?” gli domandò Teresa sedendosi di fronte

Mi piacerebbe devolverla agli anziani..questa società se ne occupa troppo poco…in zona c’è il progetto di un’associazione che si definisce ONLUS per costruire una casa di risposo, al solito mancano i fondi e li stanno chiedendo tipo colletta sociale. Ho chiesto al mio avvocato di informarsi bene su di loro.. se è gente seria, veramente motivata, li potreste versare sul loro c/c ”

Ah, ottima idea…” la detective stava commentando l’iniziativa quando trillò il suo smartphone, aveva impostato un allegro sound caraibico per tirarsi su di tono. Era il professor Martini.

Uscì in giardino dalla porta-finestra per rispondergli

Cara Teresa – esordì più arzillo che mai l’ottuagenario specialista in neuropsichiatria – ho una buona notizia per lei. Per meglio aiutarla nella sua indagine, ho svolto una seduta diciamo…particolare con la mia paziente Lucilla Terzi, naturalmente ignara del mio bluff a fin di bene. In sintesi, ho utilizzato l’ipnositerapia per farle eventualmente svuotare il sacco. Come sa, è un metodo scientifico in cui sono esperto e, a proposito di quanto le affermo, firmerei la perizia per il tribunale: posso assicurarle l’estraneità della donna agli omicidi”

Quindi Ecate non c’entra niente? E perché allora non ha reagito emozionalmente alla notizia della morte di Agata Pirovano?”

Perché hanno litigato pesantemente negli ultimi tempi. O meglio, la Pirovano l’ha ripetutamente insultata dandole della truffatrice visto che non sapeva dirle, tramite i tarocchi, chi avesse ucciso suo marito e altro del genere sulla scia dell’assassinio”

Oddio, ma la Pirovano era proprio ignorante alla radice cubica! D’accordo, parce sepulto. Quindi se l’era presa con Ecate tipo capro espiatorio

Sì. Pare che Agata sia andata da lei almeno cinque volte a dirgliene di tutti i colori per la sua incompetenza di maga. Vien da sé che chiunque se la sarebbe presa. Un soggetto fragile come Lucilla, per autodifesa, l’ha psicologicamente rimossa. In pratica, per lei non esisteva più. Ecco spiegata la sua reazione”

La ringrazio, adesso mi è chiaro il suo comportamento”

L’investigatrice andò a sedersi sotto al gazebo sempre più mentalmente ingarbugliata. Certo, escludere una persona dai sospettati era un fatto positivo. Chiamò Nino Salemi per un contrordine, o meglio, per dirgli di lasciar perdere con la cimice da piazzare nel regno di Ecate. Alla luce delle novità emerse rappresentava solo una perdita di tempo e di energie per tutti loro impegnati con fibrillazione nella ricerca della verità.

Peccato lei non sapesse più dove andare a parare. Aveva nascosto nella panca-contenitore d’arredamento esterno una bottiglia di whisky, la prese e ne bevve due ampie sorsate a canna. Poi la ripose. Non voleva che Rami scoprisse il suo nuovo nascondiglio: ogni volta che scovava una bottiglia di malto, la faceva sparire silenziosamente.

Nel giro di cinque minuti il suo esotico braccio destro la raggiunse in giardino. Contrariamente a lei, era di ottimo umore.

Terry, poco prima che arrivasse Claudio Redaelli è passato da noi Enrico Curioni, il fidanzato di Tecla, sai per il DNA. Però il biologo forense è super incasinato, forse riuscirà a venire per il test domani e il Curioni si è detto disponibile a tornare, si ferma all’agriturismo di Tecla per qualche giorno”

Bene, bene…- rispose sovrappensiero – e hai sistemato tutto con il Lussemburgo?”

Sì, non si sa la provenienza di quel denaro ma a questo punto, visto che andrà in beneficenza, mi sembra non sia necessario arrovellarsi. Tu che ne pensi?”

Che va bene così. Se tutti i capitali off shore, leciti o illeciti, venissero devoluti per giuste cause come questa di un residence per anziani…anche Terenzi era d’accordo quando gliene avevo accennato. Non ero affatto certa, piuttosto, che Claudio scegliesse questa strada ..”

Ho capito che per lui l’immagine conta più del denaro. Considera pure che, da quanto ho appurato, guadagna molto bene quindi non sono i soldi la sua priorità. Redaelli è anche un commercialista del Tribunale di Milano, non ultimo ha un nutrito giro di clientela ai piani alti del mondo finanziario. Insomma Teresa, tiene moltissimo alla sua reputazione professionale che evidentemente ha abilmente costruito negli anni. Ha preferito non rischiare scandali”

Meglio così, un problema in meno per noi che già brancoliamo nella nebbia fitta” e gli raccontò di quanto le aveva appena riferito il professor Martini

. continua 

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