Marina Martorana è giornalista di attualità, autrice di manuali/saggistica e consulente di comunicazione
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Quarto giallo (sul Verbano lombardo) – ottavo capitolo

Capitolo VIII 

Agata Pirovano, sedata dal medico della Polizia, era sdraiata sul divano di casa sua in uno stato di ansia nevrastenica. Il dottore poco prima non aveva potuto che accertare la morte di Lorella Cunardi, ipotizzando fosse dovuta ad annegamento tre/quattro ore prima.

All’esame esterno del cadavere, a causa della particolare posizione che il corpo ( per gravità) assume nell’acqua, il patologo aveva notato ipostasi ( macchie) disposte in modo caratteristico sul volto e sulla superficie anteriore degli arti, oltre a pelle d’oca sul tronco per la rigidità dei muscoli erettori dei peli, cornee lucide per la mancanza di fenomeni di essicamento. Avrebbe confermato la sua prima diagnosi dopo l’esame autoptico.

La donna però era completamente vestita, un chiaro primo indizio di omicidio. Non aveva senso le fosse venuta voglia di nuotare abbigliata di tutto punto. Mentre due barellieri portavano via il corpo pietosamente coperto da un telo, Terenzi si mise in contatto con il marito per informarlo dell’accaduto e chiedergli di tornare al più presto e poi con il magistrato di turno. Teresa e gli uomini della scientifica stavano ispezionando lo spazio intorno alla piscina, illuminata a giorno dai fari della Polizia. Rami scattava foto.

In apparenza non c’era niente di insolito o strano. I vicini non aveva visto né sentito nulla, la villa dei Cunardi era circondata da un grande parco piantumato. Il cancello d’ingresso non era stato forzato e le telecamere risultavano spente, evidentemente Lorella le metteva in funzione solo quando usciva.

E’ probabile conoscesse l’assassino: qualcuno ha suonato regolarmente il citofono e lei ha aperto” dedusse Luca “ Forse pensando fosse arrivata Agata…a meno che il killer non si sia infiltrato dall’esterno passando tra le siepi” Però anch’esse, verificate dagli agenti, non presentavano tracce di varchi, le foglie d’alloro erano perfettamente allineate.

Lasciarono il luogo del delitto verso le due del mattino, dopo aver delimitato l’area con i sigilli della Polizia.

E siamo a tre” esclamò incazzata Teresa qualche ora dopo. Avevano dormito per qualche ora per ritrovarsi in studio alle nove.

Chi poteva aver interesse ad ammazzare la Cunardi?” si domandava ad alta voce Rami – E quale collegamento esiste tra lei, Giovanni Redaelli e Davide Trotti?”

Tu pensi i delitti siano opera dello stesso assassino…?”

Io sì , sono astrusamente concatenati, ho questa forte impressione. Tu no?”

Lo penso anch’io, tuttavia non riesco a far quadrare la vicenda. – la detective camminava nervosamente avanti e indietro per la stanza – Se si tratta della ‘ndrangheta, per via dei loschi affari del Pirovano, avrebbe colpito lui e il giornalista che stava indagando. C’è una logica, anche se mancano ancora le prove. Ma quella Lorella – frugò in un archivio verticale e prese una cartelletta, la porse a Rami – come puoi vedere dalle ricerche svolte su di lei, era assolutamente una persona perbene e benvoluta. Molto ricca, aiutava a raccogliere fondi per una ONLUS che costruisce scuole e ospedali in Africa. Per il resto, passava il tempo a godersi la vita”

Sai qualcosa del marito? Magari si tratta di una manovra trasversale, uccidono lei per colpire lui”

Un agente di Luca sta terminando il dossier sul dottor Remo Cunardi. Pare comunque sia uno stimato cardiologo a livello internazionale, scrittore di importanti testi scientifici, spesso all’estero per conferenze…”

L’investigatore tunisino sbuffò. “Sì, questo omicidio ci porta fuori strada. Stanotte ho lasciato un biglietto ad Agata mentre dormiva grazie ai tranquillanti, le ho chiesto di venire da noi appena sta meglio. Era la migliore amica di Lorella, si confidavano, sentiamo se ha qualcosa da raccontarci”

Invece il dottor Cunardi lo vede oggi Terenzi in Centrale..magari ha qualcosa lui pure da raccontare sulla moglie, o aveva una relazione extraconiugale, benché ne dubiti..certo brancoliamo nel buio”

Agata arrivò da loro quasi subito. Spettinata, con il volto gonfio e stanco, si lasciò cadere sulla poltroncina di lato alla scrivania dell’ufficio.

Prima mio marito..poi la mia migliore amica…sono distrutta” mugugnò

Coraggio – Rami le dette una lieve pacca sulla spalla – cerchi di aiutarci a trovare l’assassino, così starà molto meglio!”

Vorrei potervi essere di aiuto, non so davvero come..”

Che lei sapesse, Lorella aveva dei nemici?”

Non direi, era una signora rispettabile e rispettata, una gran bella persona…”

Ci pensi bene…amanti…ex fidanzati?”

Era sposata da sempre con Remo, compagni di liceo…non credo lo abbia mai tradito, non era il tipo”

E lui, Remo – intervenne Teresa – che genere di uomo è?”

Ah, il classico scienziato..sempre preso dalle sue ricerche e anche dalla sua fama..Lorella si lamentava con me che la trascurasse..ed è vero..ciò non toglie le volesse bene e sia sempre stato corretto”

Lei non lo ritiene quindi colpevole? Potrebbe aver organizzato lui il delitto con un complice, aveva l’alibi di trovarsi a Stoccolma…”

Non mi era neanche passato per la testa – obiettò la donna – per me no, non c’entra, che motivo aveva di…- sospirò trattenendo il pianto – eliminarla? “

Stiamo cercando di capire – le spiegò la detective – non stiamo accusandolo…cerchi di pensare bene a chi poteva avercela con la sua amica”

..beh, mi viene in mente che Tecla le ha dato una sberla..quando ho spedito al suo ex marito le foto di lui che entrava in un motel con un’altra, ero a cena con lei. E..Tecla si è fiondata a casa sua per affrontarla, per sapere se non era stata una mia montatura…e via parolacce contro di me…Lorella si è seccata, non le piaceva che mi offendesse e l’ha invitata ad andarsene, ma la figlia di Giovanni era furibonda: ha rotto un bellissimo vaso di Murano…e le ha mollato un ceffone”

Ha spesso atteggiamenti aggressivi?”chiese Teresa

Sì, l’ho vista più volte dar fuori di matto con suo padre..”

E perché?”

Per l’agriturismo..avrebbe voluto che lui glielo comprasse, invece Giovanni ha fatto solo da garante per il prestito in banca..”

A vederla Tecla non sembra una persona di questo genere…”commentò l’investigatrice

Ha mille volti..o è depressa, sottotono, piagnucolosa oppure impetuosa, violenta..”

Lei pensa possa essere un’assassina?”

Non lo so, boh, forse sì…difficile a dirsi”

Appena Agata se ne andò, Teresa telefonò in ufficio a Burk Lange. Voleva vederci chiaro. L’ingegnere la accolse con la consueta giovialità e le assicurò che aveva volentieri cinque minuti da dedicarle.

Mi stavo domandando se la sua ex moglie sia una persona come dire, un po’ facinorosa” sparò l’investigatrice

Talvolta – rispose vagamente stupito – come mai me lo domanda?”

Stiamo completando i profili psicologici, sa, per i dossier del caso e conto nel suo aiuto, ho notato che Tecla ha una personalità complessa”

In effetti ha colto nel segno, è una donna poco razionale, molto emotiva quindi manifesta aspetti ben differenti: o è dolcissima e bravissima, oppure rabbiosa, furiosa..”

Passa da un estremo all’altro?”

Più o meno, chi la conosce non ci fa troppo caso, è fatta così e non fa realmente del male a nessuno”

Diventa magari manesca?”

Anche…comunque si tratta di piccole cose”

Potrebbe farmi un esempio?”

Il primo che mi viene in mente riguarda nostro figlio. Quando Ludovico era piccolo e incontenibile, vivacissimo, lei avrebbe voluto sculacciarlo, prenderlo a sberle, insomma, roba del genere. Io sono invece contrarissimo a metodi educativi basati sulle botte e mi sono sempre fermamente opposto”

Il ragazzo mi sembra ben centrato…ha svolto lei l’ottimo lavoro?”

Diciamo che ho sempre parlato, ragionato e dialogato con lui per fargli capire le situazioni. Penso che Tecla non sapesse come gestirlo e usasse la via conosciuta, subita da lei stessa quando era bambina”

Certo certo, capisco e la ringrazio di questa confidenza”

Varese non si era ancora ripresa dallo chock dell’assassinio di Davide Trotti, che veniva ricordato con incontri, conferenze, dibattiti sul ruolo del giornalista di nera troppo in gamba e meticoloso per i malviventi. L’uccisione di Lorella Cunardi, moglie dell’arcinoto dottore, scosse ancora di più il territorio: annegata nella sua piscina. La diagnosi definitiva del patologo era stata questa. La città giardino era piena di cronisti da tutta Italia, inviati dalle loro testate per seguire i tragici eventi che si stavano susseguendo.

Se la morte di Giovanni Pirovano era stata interpretata come una gran brutta vicenda locale, ora il delittuoso clima infuocato da tre morti divampava in tutta Italia.

Luca Terenzi non aveva un attimo di tregua: tra i parenti delle vittime, la magistratura, la burocrazia e le relazioni con la stampa, trascorreva le giornate in ufficio a incontrare una marea di persone, una dopo l’altra.

Quando squillò lo smartphone, con una sobria suoneria da vecchio squillo del telefono di casa, Teresa lesse sul display “numero riservato”.

Rispose e si presentò il direttore del Corriere della Sera, lui pure in pianta stabile a Varese. La detective si irrigidì. Era d’accordo con l’ispettore capo della Polizia che si sarebbe occupato lui delle relazioni coi media, non solo perché lei era allergica ai giornalisti, anche per evitare sovrapposizioni in un momento tanto delicato.

Davide mi aveva parlato tanto di lei – iniziò spedito il numero uno del primo quotidiano d’Italia – e ho pensato che forse può interessarle l’ultima email che mi ha spedito”

Perché non la dà alla Polizia?”

Vede, Trotti la stimava molto e la menziona nello scritto. Sono certo vorrebbe la interpretasse lei, sempre ritenga ci sia qualcosa di utile per l’indagine. Non l’ha vista nessuno, fa parte della corrispondenza riservata tra me e lui quando era in missione”

D’accordo, allora me la giri” e gli dette il suo indirizzo di posta elettronica.

Poco dopo la rossa investigatrice leggeva le ultime parole del professionista al suo direttore, scritte circa tre ore prima di essere ucciso.

Caro Maurizio, aspetto a mandarti il prossimo pezzo forte perché sto facendo delle verifiche che richiedono tempo. Se fosse come mi sembra, si capovolgerebbero aspetti sostanziali dello scenario. Vorrei infatti confrontarmi con la dottoressa Leone per non rischiare di compromettere il suo lavoro di investigazione, conto di contattarla domani stesso. Intanto ti farò avere qualche tappabuchi da mettere in pagina. A molto presto

Teresa per almeno dieci minuti ripeté tra sé e sé “ se fosse come mi sembra..”. Non avevano trovato niente in proposito nel materiale di Trotti, ispezionato riga per riga, dagli appunti cartacei a quelli digitali. Però, come non avevano intercettato quella email evidentemente criptata, forse nel pc del giornalista c’era dell’altro. Ne parlò subito con Rami.

Il computer è in Centrale nell’ufficio informatico, non me ne sono occupato io”

Immagino, tu sei un maghetto del cyber e avresti notato qualcosa. Dobbiamo farcelo dare da Luca” stampò il messaggio e glielo porse

Ok, tanto devo andare a Varese, passo dalla Centrale direttamente e poi ci lavoro stanotte”

Rimasta sola, la detective osservò a lungo le foto delle persone che ruotavano intorno ai tre omicidi. Nonostante gli anni di esperienza, si sentiva in alto mare: riteneva i delitti collegati, ma per quale motivo? Agata Pirovano forse avrebbe potuto ammazzare il marito, ma perché il giornalista e la sua migliore amica? Tecla Redaelli idem, ce l’aveva col padre e magari in parte con Lorella, la figura di Trotti però nel quadro spiccava stonata. Suo fratello Claudio sino a quel momento non era minimamente sospettato, ovvio avrebbe potuto uccidere sulla scia del “tutto può essere”, ma ragionando così tutti sarebbero potenzialmente colpevoli. Si soffermò un po’ su Ecate. Stramba e dalla personalità disturbata, ma non guidava e dal suo chalet spostarsi senza macchina era improbabile. Poteva avere un complice, ma il movente? A lei cosa veniva in tasca dai tre assassinii? E a sua nipote Laura neppure, illogico sotto ogni aspetto architettare un tale sterminio senza averne un tornaconto. Ludovico Lange non amava suo nonno, ma non conosceva Trotti e neppure Lorella. Suo padre era invece in ottimi rapporti con Giovanni Redaelli. E aveva idea di chi fosse Lorella, forse voleva vendicarsi per aver sostenuto Agata nel mandare alla sua ex moglie le foto del suo tradimento. Dopo tutto quel tempo? Beh, era un’ipotesi. Burk Lange inoltre era stato intervistato dal cronista di nera, forse era scoppiato un alterco tra loro? Ma no, bando alla fantasia, reggeva giusto giusto che avesse fatto fuori Lorella. Teresa, sconsolata, guardò l’immagine di Enrico Curioni. Lui pure poteva aver ammazzato Redaelli per impossessarsi della parte di eredità che spettava a Tecla, ammesso si fossero sposati, o per usufruirne come suo fidanzato. Però, oltre a non avere idea di chi fosse Lorella, non riteneva probabile che, non essendo neppure stato intervistato, il Curioni avesse eliminato un giornalista mai visto. Infine ecco Rossana Brunini, la più misteriosa del gruppo. L’investigatrice girò e rigirò a lungo tra le mani la fotografia della scrittrice.

Di certo era il personaggio più ambiguo. La sorella segreta o meglio non ufficialmente riconosciuta della quale Giovanni Redaelli era innamorato da tutta la vita. Una storiella da libercolo Harmony, per Teresa non incline ai sentimental-romanticismi dozzinali, penosissima. In ogni caso, era l’unica che non si era presentata all’appello. D’accordo, prima e dopo si trovava a Ginevra e aveva esibito via Skype la prova, verificata poi da Rami.

A quel punto però era importante vederla. La detective compose rapidamente il suo numero di smartphone e senza mezzi termini le chiese un appuntamento con urgenza. Immediato pure il riscontro: la Brunini era col suo cane in un prato della località Bozza, sulla sponda lombarda del Lago Maggiore. Propose alla detective di raggiungerla in quell’area di notevole valore naturalistico (classificata ZPS, zona di protezione speciale per l’avifauna) che ospita gli ultimi lembi di canneto lacustri. L’investigatrice aveva letto parecchio su quel tratto affascinante dove non era ancora stata. E vi si diresse con duplice interesse, lavoro e piacere.

Mentre la zona Bozza ricade sotto il Comune di Besozzo, la Monvallina è di pertinenza del Comune di Monvalle.

Tra l’altro, tra le due aree esiste un’altra zona lungolago non protetta da vincoli naturalistici, che fa capo al comune di Brebbia: si sta progettando la realizzazione di una spiaggia e di una passeggiata pedonale, per collegare agevolmente la Bozza alla Monvallina.

Oltre la fascia a canneto, è presente un bosco fatto di salici bianchi, pioppi neri, ontani neri e noccioli, dove gli studiosi hanno accertato la presenza di molti uccelli nidificanti, tra cui la Moretta Tabaccata, il Falco di Palude e il Nibbio Bruno. Qui hanno trovato casa anche altre specie protette e rare, come il Pipistrello Albolimbato e il Moscardino.

Dal vicino Lago di Varese, arriva alla Bozza il fiume Bardello, dall’andamento molto lento e sinuoso per via della scarsa pendenza. Nonostante il povero fiume abbia subito e subisca gli scarichi delle molte industrie che si sono stabilite lungo il suo corso, le acque ospitano ancora qualche specie ittica come il cavedano e il pesce persico soprattutto.

Alla Bozza è stato realizzato un sentiero completo di pannelli didattici descrittivi, per far meglio apprezzare agli avventori la natura circostante. Un sito di interesse naturalistico in qualità di residua area a canneto del Lago Maggiore, che ospita una ricca e significativa componente avifaunistica e occupa una superficie di 20,65 ettari. Le tabelle riportano le specie di uccelli presenti: Botaurus stellaris Tarabuso; Ardea purpurea Airone rosso; Milvus migrans Nibbio bruno; Circus aeruginosus Falco di palude; Circus cyaneus Albanella reale; Alcedo atthis Martin pescatore; Luscinia svecica Pettazzurro; Ixobrychus minutus Tarabusino.

Teresa parcheggiò facilmente e ammirò la silenziosa bellezza del luogo. Rossana Brunini era seduta su di un plaid patchwork orientaleggiante, tra due plichi di carta, uno alla sua destra, l’altro alla sua sinistra. Una chiazza multicolor tra l’azzurro e il verde circostanti. Un cane lupo era accucciato vicino a lei.

Sto correggendo le bozze di un mio libro, preferisco stampare il file e vedere tutto sul cartaceo – la donna si alzò e le porse la mano sorridendo. Indossava un fresco e lungo caftano in lino rosso porpora e calzava dei sandali dello stesso colore. Profumava di muschio verde ed emanava un forte carisma. L’investigatrice aveva scorto una panca con tavolo e le chiese se potevano mettersi lì.

Le avevamo chiesto di farsi viva con noi non appena rientrata da Ginevra..” le fece presente un po’ tesa

E’ vero, ma se non finisco velocemente questo lavoro l’editore mi licenzia! Mi dica come posso esserle d’aiuto”

Ha letto i giornali?” le domandò la detective secca e diretta

Sì, so che sono state uccise altre due persone che non ho mai visto..secondo lei i delitti sono collegati?”

Mi piacerebbe avere un suo parere in proposito”

La scrittrice alzò le spalle e abbassò gli occhi. Rattristata.

Non vedo una connessione tra Giovanni e gli altri due poveretti..la Cunardi era sua vicina di casa, ma lui non la frequentava. Il giornalista…boh, a me non risulta si conoscessero…”

Si sarà fatta un’opinione su chi possa aver ucciso ..suo fratello”

Eh sì, ci penso notte e giorno..ma non riesco a focalizzare chi possa essere il o la colpevole” e si ravviò i capelli a caschetto color bianco

Lei è al corrente dei conti di Giovanni nella Banca di Lussemburgo?”

Sì, li aveva spostati dalla UBS di Ginevra una decina di anni fa, poco prima di sposarsi con Agata. Lei li aveva scoperti e così li ha trasferiti altrove”

Come mai proprio in Lussemburgo?”

Tramite un suo cliente, che a sua volta utilizzava come paradiso fiscale quella banca”

Lei per caso ha accesso a quel denaro? Cerchiamo di rintracciare i numeri per l’indagine di omicidio, spero comprenda”

Guardi dottoressa Leone, io non c’entro con gli affari di Giovanni e non era un nostro argomento di discussione. Non ci capisco niente, sono una donna di lettere. In quanto ai soldi – e fissò con fierezza la detective negli occhi – io sono indipendente, autonoma e pure benestante, mai ne ho chiesti a Giovanni. Non era basato su questo il nostro rapporto”

Va bene, non intendevo offenderla! Sappiamo che le ha regalato la casa a Ginevra..”

Alt – la Brunini alzò il tono – chiariamo bene come stanno le cose. Giovanni e io ci amavamo profondamente. Di regali lui me ne ha fatti parecchi, era un suo modo di confermarmi i suoi sentimenti, essendo un businessman dava importanza al concreto, non solo con me, intendo in generale. Inoltre… pativa parecchio per non poter ufficializzare il nostro legame, e neppure viverlo… “

E lei? “ Teresa tentò di usare la massima gentilezza “Lei non pativa..”

Eccome! – esplose la scrittrice con un misto di dolore e di rabbia – abbiamo sofferto entrambi tantissimo! “ e iniziarono a scenderle le lacrime, quasi in automatico

Vede – continuò asciugandole col dorso della mano – questo anello? E’ un suo dono” si sfilò e le dette l’enorme rubino piatto, montato su oro, che portava al dito – legga dentro”

Nella fascia interna era inciso Sono sempre con te , Giovanni

La Brunini si tolse anche la lunga collana d’oro con ciondolo bombato, pareva un portapillole, lo aprì e passò a Teresa. C’era una loro foto. Si tolse anche l’orologio, un Rolex d’oro. Sulla cassa un’altra incisione Batte il tempo del nostro amore, Giovanni

Ecco dottoressa Leone, sono tre dei tanti doni che mi ha fatto” e pianse ancora, silenziosamente

Teresa si rese conto che non stava ottenendo niente. Anzi, involontariamente le sue pressanti domande avevano ficcato il dito nella piaga, mettendo fuori combattimento la Brunini. Poteva esserci dell’altro, ma adesso non stava fingendo, il suo abbattimento era autentico. Soffriva parecchio.

Mi scusi – le disse con sincero dispiacere, alzandosi – non era mia intenzione ferirla. Questo è il mio biglietto da visita, mi chiami per qualunque cosa le venga in mente”

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