Marina Martorana è giornalista di attualità, autrice di manuali/saggistica e consulente di comunicazione
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Nuova rubrica on line Giallo-Martorana su OutsiderNews

Cari amici, vi informo che da qualche giorno è nata la mia rubrica on line Giallo-Martorana per parlare, dissertare, elucubrare, scoprire, capire la letteratura del brivido ( e il suo intrigante backstage). Ecco come è andata. Il mio amico Luigi De Falco, imprenditore napoletano dal forte fiuto, tra le sue varie attività di business internazionale è anche editore di OutsiderNews , seguitissimo magazine on line indipendente di approfondimento, ad assetto variabile. Luigi mi ha chiesto se, come autrice del settore, volevo occuparmi del gialleggiante canale da lui stesso battezzato Giallo-Martorana. E grazie Luigi! Il tempo è un gran tiranno.. ma ce la farò. La prima puntata, come si suol dire, è al  http://www.outsidernews.net/giallo-storia-e-numeri-della-letteratura-del-brivido/ Un'introduzione storica e con dati statistici attuali, partendo da I delitti della Rue Morgue di Edgard Allan Poe, pubblicato per la prima volta il 20 aprile 1841 e che, tradizionalmente, segna la nascita del genere thriller/poliziesco. A seguire, mi piacerebbe (anche) intervistare personaggi che si muovono dietro le quinte e nella complessità dei crimini, per esempio uno psicopatologo forense. Per dare un'idea più incisiva del fenomeno delinquenziale, che va ben oltre quanto si legge o vede in tv/cinema, scandagliando aspetti non tanto noti della vera cronaca nera. Perché si sa, la realtà supera ogni fantasia. Arrivederci alla prossima! E chi ha qualche curiosità, mi scriva su OutsiderNews..

Teresa Leone, la mia detective, n’est pas moi

Ebbene sì, un'altra...è il momento delle risposte. La mia detective rossa di chioma e di solo blu vestita, Teresa Leone...n'est pas moi, per parafrasare Flaubert che, a proposito del personaggio principale del suo capolavoro letterario, affermò:"Madame Bovary c'est moi". Niente di tutto ciò, non sono neppure Flaubert. Ho creato una figura ideale di giustiziera della società nella quale non mi rifletto, in primis perché appunto non lo sono. A seguire, ho fatto la giornalista per più della mia metà della mia vita (dal 1980 al 2014) e sono abituata ad azionare una sorta di pilota automatico controlla-emozioni quando scrivo. Un distacco a parer mio importante per dare oggettività alle parole: non si può far cronaca, dissertare, descrivere, valutare dall'alto scranno del proprio ego, impregnando ogni sillaba di auto-auscultazione. Mi piace saper mettere il filtro giornalistico  ( intendo, l'ho imparato: sono tecniche di scrittura professionale) nella narrativa e inventare qualcosa di credibile, di possibile, di attinente alla realtà. E che potrebbe renderla decisamente migliore: Teresa incarna questa sintesi esistenziale. Una donna né bella né brutta sulla cinquantina, no make up, appassionata del suo lavoro al punto da non avere amici né distrazioni frivolo-mondane che detesta, addirittura vergine ( a causa di traumi psicologi infantili che l'hanno sigillata in se stessa) quindi senza partner e figli, talmente pratica che veste solo di blu per non perder tempo, ogni mattina, negli abbinamenti di abiti e accessori. Non volevo assolutamente però apparisse come una wonder woman. E basta con queste stronzate galattiche, ognuno è dotato di dosi di forza e di debolezza, più o meno, meno o più, secondo i suoi personalissimi vari momenti della vita. Capirli, compensarli, raggiungere un equilibrio è l'unica strada sensata si possa tentare e ritentare di percorrere, dentro e fuori di sé. Così, per renderla ancor più umana, le ho appioppato la debolezza dell'alcool, adora l'whisky, lo beve, cerca di trattenersi per non restarne vittima. Teresa ama anche arte, letteratura, natura, storia ma, essendo perennemente coinvolta psicofisicamente nelle indagini criminali, non ha mai tanto tempo libero, anzi, ne ha pochissimo. Non ultimo, è zero casalinga e manco sa cuocere un uovo al tegamino. No, non mi assomiglia. Per me gli amici, la socialità, la casa intesa come nucleo di ritrovo in ogni senso, gli hobby ( cucinare, per esempio), il viaggiare, lo stare insieme a un uomo sono importantissimi. Certo, amo l'arte, la letteratura, la storia, la natura e che aggiungere... coltivo il più possibile questi interessi.  D'altronde Teresa l'ho ideata io, mi sarebbe risultato molto difficile identificarla in una fan del cricket o del découpage, che non conosco. E come detto nel precedente post, per me è idealmente consolante sapere che esiste Teresa lancia in resta, evviva la giustizia ( almeno sulla carta): nessun innocente finirà in galera, i veri criminali pagheranno in misura dei reati commessi. Dalla mia, continuo a scrivere, a occuparmi di consulenze di comunicazione, a stare con mio marito e con gli amici.

Perché scrivo gialli

Già, bella domanda. Potrei rispondere istantaneamente in almeno una trentina di modi, i gialli mi piacciono, mi attizzano, mi intrigano, mi affascinano, mi coinvolgono, mi danno energia, mi regalano chiavi di comprensione sulla natura umana, mi fanno riflettere sulla precarietà del vivere, mi allertano sulla mala-società. Non so però se amo di più scrivere le storie in sé o assaporare il forte messaggio che veicolano: trionfa la giustizia. I veri carnefici non restano impuniti. E i presunti tali non finiscono in galera. Perché qualcuno scopre, appunto, che non hanno commesso loro quel reato. Almeno sulla carta c'è sempre una detective appassionata e determinata che fiuta e stana la verità, come la mia Teresa Leone che veste solo di blu per senso pratico (vedi foto del quadro La Parisienne di Renoir). E' idealmente consolante. Il mondo ahinoi pullula di crimini e di criminali, mezze tacche o geni del male, a piede libero. Squilibrati mentali, super-fragili, psicopatici affollano la realtà, generando fatti tristemente noti..basta leggere i giornali per imbattersi nella più sfrenata cronaca nera quotidiana anche nella pagine della bianca o della rosa. Uso di droghe pesanti, di alcool, abuso di farmaci neurolettici. Violenza fisica oppure psicologica, spesso entrambe convivono nella stessa vicenda. Furti, sequestri di persone, stupri, botte, pedofilia, minacce, ricatti, sfregi, omicidi. E la maggior parte delle volte non si saprà mai "chi è stato per davvero".  Per una miriade di motivi oggettivi e soggettivi, che spaziano da pura incompetenza a burocrazia paralizzante, disattenzioni, ritardi, disguidi, mancanza di personale, carenza di mezzi tecnologici, scarsa o nulla conoscenza di criminologia (e psicologia in generale). Invece, in ogni romanzo giallo o serie tivù che si rispetti l'investigatore o l'investigatrice creati dall'autore/sceneggiatore scopre il colpevole. Insomma, scrivo gialli perché appaga il mio senso di soddisfazione morale.