Marina Martorana è giornalista di attualità, autrice di manuali/saggistica e consulente di comunicazione
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Presentiamoci in arabo: nuovo servizio per le imprese

Nuovo servizio per le imprese:  presentiamoci in arabo

Il nostro studio di info-comunicazione ha appena lanciato una nuova consulenza per potenziare sul mercato l'immagine di aziende/enti/società sempre al passo coi tempi:

comunicati, presentazioni dell'attività, digital contents, profili personali, newsletter 

                                                   in lingua araba

Precisiamo che non si tratta di semplici traduzioni, bensì di un lavoro integrato tra esperti in comunicazione internazionale coadiuvati da madrelingua araba

Il lavoro di team è una nostra specialità, speriamo di avervi presto tra i nostri clienti!

 

Comunicazione: deve essere più profonda e autentica. Parola di Shingy.

E' molto interessante quanto sostiene Shingy, o meglio il guru australiano della comunicazione digitale David Shing. Si definisce un profeta del settore ma, al di là di questa ridondante sovraesposizione personale che potrebbe celare un personaggio montato dall'ego come mille altri, va ascoltato con attenzione. Shingy capta con raffinata sensibilità e con l'ausilio di quintali d'informazione internazionale la direzione da prendere per ottenere risultati efficaci. O meglio, reali. Veri. Incisivi.

Occorre una comunicazione più profonda, spiega in un'intervista, lontana dal solito rumore.

E a proposito del rapporto tra uomo e tecnologia l'esperto ha affermato, in sintesi: «Ci stiamo spostando da un mondo in cui l’influenza arriva dalle celebrità, dall’alto, verso una situazione di dialogo tra pari. Quella, col tempo, sta diventando solo rumore e poco autentica"

E' straordinariamente vero che oggi i fari illuminanti nella società siano i cosiddetti influencer, oppure gli straVIP.  Modelli di emulazione di massa soprattutto in Italia, il nostro Belpaese che più di altri ha bisogno di capo-branco da seguire come un gregge. Per ragioni soprattutto socioculturali, forse più culturali che social "il solito rumore" è percepito rassicurante come la coperta di Linus e appagante per sentirsi trendy.

Eppure l'evoluzione esiste, scalpita, infrange i vetri in cui riflettersi e abbatte i muri della consuetudine. E noi tutti dobbiamo tenerne conto. La comunicazione è in sella all'oggi e cavalca verso il domani .

 

La comunicazione sociale racconta l’Italia

Questa la freschissima notizia, ultima della serie a dire il vero: Barbara Balzerani  ha dichiarato che fare la vittima delle BR è diventato un mestiere

Traducendo la frase in termini di comunicazione sociale, diventa: un'assassina - che ha scontato venti anni di carcere per il rapimento e l'omicidio di Aldo Moro - scrive tranquillamente romanzi, trova editore per la pubblicazione, organizzano la presentazione del libro a Firenze per il lancio. Durante l'evento - guarda caso in concomitanza con il quarantennale della tragedia nazionale targata Moro + uomini della sua scorta -   la killer, che mai si è pentita delle sue azioni sovversive,  lamenta l'esubero nazionale di celebrazioni per i tanti morti ( e i loro familiari che li ricordano), ammazzati dal suo nucleo terroristico e commenta beffarda:" Fare la vittima delle BR è diventato un mestiere"

Ora, aggiungiamo a questo rosso fatto altra nera attualità:  i vari poster di Hitler o di Mussolini, le svastiche, gli slogan,  i fondatori e gli adepti dei neomovimenti ( o partiti?) ispirati al nazifascismo o se preferite, neonazismo e neofascismo.

Cerchiamo, per quanto possibile, di far chiarezza.

Pare che in Italia (e per gli italiani) non conti "cosa abbia fatto una tal persona", bensì la popolarità, la fama, l'onore delle cronache raggiunti dalla stessa, insieme al suo cerchio magico.  Sia a livello di marketing che di mera emulazione, risulta normale che autori o registi di stragi - che importanza ha il colore? Una strage è una strage - vengano in generale ben accolti e considerati dalla società. O meglio, da una parte di essa che comunque ha un suo bel peso, basta guardare i like dei followers sui social network.

A me fa tanta tristezza.