Informarsi di salute sul web: ecco il nuovo decalogo anti-bufala

Mag

24

2017

Il prossimo 25 giugno e alle ore 17.30, nello spazio conferenze della manifestazione Besozzo Beauty Wellness, avremo come relatore Nicola Miglino, giornalista, classe 1968. Ha iniziato la sua carriera professionale come biologo, ora è direttore editoriale dei noti portali di salute di Edra (Dica 33, Doctor 33 e Farmacista 33) e vicepresidente UNAMSI, l’associazione dei giornalisti medico-scientifici che quest’anno compie 60 anni. Nicola racconta che sono stati gli oncologi (CIPOMO, Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri) a far loro presente il problema. Via via, sempre più persone si informano su Internet, cercano risposte ..ma poi, solo un 10% si confronta con un medico. E' nato così il Decalogo guida, un utile strumento perché tutti possano orientarsi nella jungla di informazione (e disinformazione) senza rimetterci. Spiega ancora Miglino: "Informarsi è importante, come mi disse anni fa Umberto Veronesi durante un'intervista..la scoperta più grossa negli ultimi 30 anni è il paziente informato...però bisogna fare molta attenzione. Il caso singolo non può essere un esempio per chiunque! Ognuno deve seguire la sua personalissima strada, non confondersi tra i mille che chiedono lumi nei forum on line! C'è mal di testa e mal di testa...bisogna contattare uno specialista per avere una diagnosi e una cura ad hoc !". A proposito delle cosiddette soluzioni alternative alla scienza tradizionale, Miglino prosegue deciso: " Meglio sospettare sempre. Ogni azienda farmaceutica ha interesse a trovare la formula risolutiva e a brevettarla, ovviamente per guadagnarci. Non la tiene certo nascosta! Chi divulga strane teorie è un millantatore, gioca sulle debolezze umane...d'altronde - precisa - se qualcuno inventa qualcosa, non va in tv a raccontarlo: ma pubblica lo studio su riviste scientifiche per accreditare scientificamente la sua innovazione..." . Ma qual è la missione concreta di questo importante decalogo? Che ospedali, laboratori e farmacie lo stampino e diffondano ai loro pazienti/clienti. E stanno iniziando a verificarsi le prime adesioni, a partire da Milano e provincia...

Ecco, per quanti desiderano approfondire, i dati statistici che hanno indotto a stilarlo e le dieci regole del Decalogo

Il fenomeno della ricerca di risposte sul web a questioni di salute è molto cresciuto negli ultimi anni: nel 2014, secondo dati Censis erano solo 4 italiani su 10 a fare ricerche su internet su questioni di salute. L'ultimo sondaggio del gennaio 2017 parla dell'88% (di cui il 93,3% donne), ma la cosa grave è che quasi la metà del campione (il 44%) si affida alla prima pagina proposta dai motori di ricerca senza preoccuparsi dell'attendibilità delle fonti, con una differenza rilevante fra i 18-24enni (che sono ben il 55% di costoro) e gli ultra 65enni (22,7%).
Senza parlare di coloro (il dato nazionale è il 2-4% della popolazione) che acquistano farmaci online (30% farmaci per dimagrire, 28% per migliorare le prestazioni sessuali). Con rischi enormi se il sito da cui si acquista non è collegato a una farmacia. Nel migliore dei casi questi farmaci non contengono principi attivi, ma possono anche essere molto pericolosi.
“Ma in quale modo possiamo capire se ciò che stiamo leggendo è scientificamente valido o, viceversa, è fuorviante o addirittura falso?
E' questo il problema principale: l'attendibilità delle fonti. Come si fa a capire quale è attendibile e quale non lo è? UNAMSI, Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione, che ha fra i suoi scopi la promozione attraverso i Media di una corretta e completa divulgazione medico-scientifica, nel suo 60/o anniversario ha voluto dare il proprio contributo a questa fondamentale esigenza di tutti coloro che, spesso tra mille ansie, cercano una risposta, un chiarimento sulla rete e troppo spesso trovano 'bufale', falsità.
Ecco il nostro DECALOGO ragionato:
1) VERIFICARE LA FONTE
Verificare sempre chi è il proprietario del sito, del giornale, del blog, sia esso istituzione, editore, industria, associazione, singolo cittadino. Questo serve per capire bene chi ha interesse a veicolare quel tipo di informazione. Tra i siti istituzionali segnaliamo quelli del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’Agenzia Italiana del Farmaco, degli Ospedali e delle Società medico-scientifiche. E’ importante che il sito di consultazione riporti sempre, nelle notizie pubblicate, autorevoli fonti di provenienza, una caratteristica che è una misura di attendibilità del sito stesso
60°anniversario
UNAMSI
2) ACCERTARSI DELL’AGGIORNAMENTO DEL SITO
Importantissima la verifica della data della pubblicazione. E' una chiara indicazione dell'attualità di una notizia. Su Internet infatti non si perde nulla e può capitare, utilizzando un motore di ricerca, di arrivare su una notizia vecchia anche di anni.
3) CURE MEDICHE: EVITARE IL “FAI DA TE”
Nessuna informazione scritta può sostituire la visita del medico. Medico e farmacista devono restare i principali punti di riferimento in materia di salute. I contenuti in Rete devono avere “solo” uno scopo informativo e in nessun caso possono sostituire la visita o la prescrizione di un medico o il consiglio di un farmacista.
4) DIFFIDARE DELLE PRESCRIZIONI SENZA VISITA
Nessun medico serio farà mai una prescrizione a un malato sconosciuto senza averlo visitato. Diffidare quindi dei siti e degli esperti che indicano farmaci e terapie sulla semplice descrizione dei sintomi. Non è serio, non è professionale, e può essere molto pericoloso.
5) MONITORARE IL RISPETTO DELLA PRIVACY
Accertarsi che il proprietario di un sito che gestisce le informazioni sulla salute degli utenti (per esempio attraverso il servizio’’l’esperto risponde’’) rispetti la normativa sulla privacy e garantisca la confidenzialità dei dati.
6) VALUTARE CON LA GIUSTA ATTENZIONE BLOG E FORUM
Possono essere fonti utili, ma anche insidiose perché propongono storie di pazienti e dei loro familiari che suscitano empatia e coinvolgono emotivamente. Fare attenzione perché sono quasi sempre racconti soggettivi, ma non è detto che abbiano affidabilità scientifica. La lettura critica è di rigore.
7) OCCHIO AI MOTORI DI RICERCA
Quando si digita una parola chiave il risultato della ricerca non mostra un elenco di siti in ordine di importanza, ma la selezione può dipendere da altri fattori. Per chiarire, i motori di ricerca lavorano come “Machine Learning”, cioè memorizzano le scelte e i gusti dell'utente per poi proporre argomenti in linea con le preferenze manifestate nelle scelte precedenti. Non fermarsi quindi alla prima ricerca, ma cercare di incrociare più ricerche e più dati.
60°anniversario
UNAMSI
8) NON “ABBOCCARE” ALLA PUBBLICITA' MASCHERATA
Un sito di qualità deve sempre tenere separata l'informazione indipendente da quella pubblicitaria che dovrebbe sempre essere palese e dichiarata.
9) ACQUISTARE CON CAUTELA FARMACI ON LINE
Acquistare farmaci online solo da farmacie autorizzate. In Italia, tali esercizi devono avere sul loro sito l’apposito logo identificativo, comune in tutta l'Unione Europea, “Clicca qui per verificare se questo sito web è legale”. Basta cliccare sul logo e si sarà rinviati al sito web del Ministero della Salute dove è possibile verificare se il venditore online è registrato nell’elenco di quelli autorizzati. Se al contrario il sito non è legato a una farmacia, invece, comprare un farmaco online può essere molto pericoloso.
10) NON CASCARE NELLA PSICOSI DEL COMPLOTTO
Nel Web capita spesso di incappare in notizie catastrofiche sull'effetto di vaccini e farmaci. Non perdere mai la capacità di analisi e di critica e confrontarsi sempre col proprio medico


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Il fagiolo autoctono è diventato libro: presentazione sabato 27 maggio a Brebbia (VA)

Mag

18

2017

Ed ecco una novità editoriale…dal campo alla libreria: I fagioli “fasòeu” di Brebbia  
Tradizione e storia - Buona cucina e amicizia
di Domenico Gioia
Presentazione del libro sabato 27 maggio 2017, ore 19.00, nel Salone dell’ex Asilo in piazza della Chiesa a Brebbia (VA).
Seguirà cena  - su prenotazione -  con piatti a base del rinomato legume, a costo contenuto.
Insieme all’autore e ai Volontari, saranno presenti come relatori:
Pietro Macchione (editore di I fagioli “fasòeu” di Brebbia)
Federica Lucchini ( giornalista La Prealpina)
Matteo Fontana    (giornalista La Provincia di
Varese)
Maria Carla Cebrelli (giornalista Varesenews)
Con la partecipazione dello chef Sergio Barzetti
Modera l’incontro Marina Martorana

Per info e prenotazioni: ifasoeu.brebbia@gmail.com

Premessa.
Non tutti sanno che il fagiolo (genere Vigna) era coltivato in Italia ben prima della scoperta dell’America. A partire dal I secolo d.C. anche sul verdissimo e fecondo territorio agreste di Brebbia si produceva questo legume.
NB: Brebbia è un grazioso paesino adagiato in un contesto di saliscendi collinari sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, nella provincia di Varese. In centro paese spicca una imponente e antica Chiesa in marmo bianco in stile romanico, catalogata come monumento nazionale.
Ma torniamo al fagiolo, anzi, al “fasòeu” come si dice in dialetto locale. Che nel passato è stato per i brebbiesi non solo un ottimo alimento proteico ( definito la carne dei poveri), ma anche merce e moneta di scambio. Da esso gli abitanti traevano di che vivere e sostenersi.
Qualche anno fa Domenico Gioia, durante il suo mandato prima come assessore e poi come sindaco di Brebbia, pensò di reintrodurne la coltivazione insieme con un gruppo di cittadini-volontari, con l’obiettivo di valorizzare e promuovere il territorio, nonché le sue tradizioni agro-alimentari.
Il 23 ottobre 2009 venne stilato, tra il gruppo di coltivatori e la Condotta Slow Food di Varese, il Disciplinare di Coltivazione del Fagiolo di Brebbia.
Così tutto ripartì sulla scia della sostenibilità e del consumo di “cibo buono, pulito e giusto” . E rinacquero dalla generosa terra brebbiese i preziosi piccoli legumi tondeggianti, con una tipica macchietta scura all’attaccatura germinativa che li contraddistingue anche nella denominazione : “i fagioli con l’occhio”
La comunità Slow Food, nata intorno al fagiolo di Brebbia, è stata protagonista in molte importanti manifestazioni, tra cui Terra Madre di Torino, Slow Beans di Orvieto e Trento, oltre a Expo 2015 di Milano, suscitando interesse socioculturale e alimentare
In questo libro Domenico Gioia racconta per filo e per segno l’insolita vicenda. Un percorso singolare che, oltre ad aver ripristinato una coltura storica, ha fatto rinascere il desiderio di socialità, di solidarietà e il senso di appartenenza tra le tante persone che hanno partecipato agli avvenimenti.
Grazie a questo prezioso fagiolo, infatti, è  nato nella campagna brebbiese un vero e proprio orto comunitario. E si è dato vita a due avvincenti appuntamenti annuali: la sbaccellatura in piazza e la festa promozionale, di inizio ottobre, con degustazione di pietanze tutte a base di fagioli: sono nate così le oltre 70 ricette riportate nella seconda parte del libro.

Scheda Libro
Titolo: I Fagioli “fasòeu” di Brebbia
Sottotitolo: Tradizioni e storia – Buona cucina e amicizia
Autore: Domenico Gioia
Editore: Macchione
Numero di pagine : 183 ( con diverse foto a colori)
Costo: 20 euro
Dove acquistarlo: in libreria, direttamente dal sito dell’editore www.macchionepietroeditore.it, nei principali bookshop on line, nel negozio “La Casera” di Brebbia

 

 

 

 


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Alessandro Pellizzari col suo blog al Besozzo Beauty Wellness

Mag

16

2017

Domenica 25 giugno, alle ore 15.45 del Besozzo Beauty Wellness - nello spazio dell’ex copertificio Sonnino - avremo come relatore Alessandro Pellizzari, giornalista, scrittore, esperto di medicina, salute e sanità. Presenterà il suo omonimo e seguitissimo blog sul benessere della vita di coppia, o meglio ancora, sui rapporti tra uomo e donna. Pellizzari, classe 1961, sposato e con tre figli, ha iniziato la sua vita professionale al Corriere della Sera. Nel 1993 approda al settimanale Starbene della Mondadori di cui oggi è vicecaporedattore. Cinque anni fa, incaricato dal suo giornale di occuparsi anche di social network, segue un master one-to-one con un guru del web, Massimiliano Monti. E per meglio capire il complesso meccanismo sociotecnologico della rete, pensa di abbinare alla teoria la pratica: inizia così a scrivere una sorta di diario on line. “Ho tante amiche donne belle, intelligenti, simpatiche eppure single – racconta – e mi è sorto spontaneo tentare di dare una risposta alla inevitabile domanda ‘come mai non riescono a trovare un compagno nel mercato degli uomini papabili?’, come lo definisco io”. Un successo. Inizia a ricevere email, commenti, richieste di consigli da parte dell’universo femminile. Prosegue quindi giocoforza nel trattare di volta in volta le variegate tematiche relazionali tra i due sessi. Attualmente il suo blog coinvolge 700 mila lettori annui, 80% donne dai 25 ai 50 anni e 20% uomini. Ma qual è il post numero uno del blog? “Per la fascia più giovane – spiega Pellizzari – il più gettonato in assoluto è stato ed è ‘lui non mi scrive, non mi risponde, non mi telefona: perché?’ . Invece – prosegue – per le followers adulte il filone principale riguarda gli amanti, con tutte le problematiche del caso: io lo amo ma lui è sposato, dice di non far più sesso con la moglie, dice di essere separato in casa, dice che il suo matrimonio è solo una facciata…però non lascia tutto per me: perché?” E via così, con centinaia di richieste e sue risposte on line basate essenzialmente sul buon senso. “Non sono uno psicologo né un sessuologo, ci tengo a precisarlo – continua Pellizzari - da quanto mi dicono/scrivono le mie lettrici credo che la forza del mio blog sia quella del cronista: essere pratico e diretto nel dare consigli concreti, e con un linguaggio chiaro, appunto, giornalistico” – Poi aggiunge: “Un terzo delle donne che mi contatta vive però un profondo disagio interiore, in questi casi il mio suggerimento è di rivolgersi a uno specialista per un adeguato supporto terapeutico”. Una intensa esperienza, quella di Pellizzari, nell'ascoltare con curiosa sensibilità le mille storie umane, nonché nel porsi come ago della bilancia tra uomini e donne. Affascinante percorso che gli piacerebbe, in futuro, agganciare a una trasmissione tivù. E perché no, i presupposti non mancano di certo. Infine viene da chiedergli quale sia la sua opinione sull’eterno conflitto, gioco, dilemma tra le due parti. Conclude Pellizzari:” Dal mio osservatorio oggettivo son certo che nelle relazioni di coppia le donne siano migliori degli uomini, io sto dalla loro parte. Si comportano meglio, in modo più serio e corretto. Per capirci, se capita a una sposata di avere un amante, in genere non mente al nuovo arrivato, è schietta: ho la mia famiglia e ci tengo, tra noi si tratta solo di sesso, di evasione. Al contrario degli uomini, di solito furbacchioni, illusori, spesso cinici e senza pietà”. Detta da un uomo vale doppio e possiamo crederci. Bravo Alessandro.


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