Marina Martorana è giornalista di attualità, autrice di manuali/saggistica e consulente di comunicazione
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Teresa Leone, la mia detective, n’est pas moi

Ebbene sì, un'altra...è il momento delle risposte. La mia detective rossa di chioma e di solo blu vestita, Teresa Leone...n'est pas moi, per parafrasare Flaubert che, a proposito del personaggio principale del suo capolavoro letterario, affermò:"Madame Bovary c'est moi". Niente di tutto ciò, non sono neppure Flaubert. Ho creato una figura ideale di giustiziera della società nella quale non mi rifletto, in primis perché appunto non lo sono. A seguire, ho fatto la giornalista per più della mia metà della mia vita (dal 1980 al 2014) e sono abituata ad azionare una sorta di pilota automatico controlla-emozioni quando scrivo. Un distacco a parer mio importante per dare oggettività alle parole: non si può far cronaca, dissertare, descrivere, valutare dall'alto scranno del proprio ego, impregnando ogni sillaba di auto-auscultazione. Mi piace saper mettere il filtro giornalistico  ( intendo, l'ho imparato: sono tecniche di scrittura professionale) nella narrativa e inventare qualcosa di credibile, di possibile, di attinente alla realtà. E che potrebbe renderla decisamente migliore: Teresa incarna questa sintesi esistenziale. Una donna né bella né brutta sulla cinquantina, no make up, appassionata del suo lavoro al punto da non avere amici né distrazioni frivolo-mondane che detesta, addirittura vergine ( a causa di traumi psicologi infantili che l'hanno sigillata in se stessa) quindi senza partner e figli, talmente pratica che veste solo di blu per non perder tempo, ogni mattina, negli abbinamenti di abiti e accessori. Non volevo assolutamente però apparisse come una wonder woman. E basta con queste stronzate galattiche, ognuno è dotato di dosi di forza e di debolezza, più o meno, meno o più, secondo i suoi personalissimi vari momenti della vita. Capirli, compensarli, raggiungere un equilibrio è l'unica strada sensata si possa tentare e ritentare di percorrere, dentro e fuori di sé. Così, per renderla ancor più umana, le ho appioppato la debolezza dell'alcool, adora l'whisky, lo beve, cerca di trattenersi per non restarne vittima. Teresa ama anche arte, letteratura, natura, storia ma, essendo perennemente coinvolta psicofisicamente nelle indagini criminali, non ha mai tanto tempo libero, anzi, ne ha pochissimo. Non ultimo, è zero casalinga e manco sa cuocere un uovo al tegamino. No, non mi assomiglia. Per me gli amici, la socialità, la casa intesa come nucleo di ritrovo in ogni senso, gli hobby ( cucinare, per esempio), il viaggiare, lo stare insieme a un uomo sono importantissimi. Certo, amo l'arte, la letteratura, la storia, la natura e che aggiungere... coltivo il più possibile questi interessi.  D'altronde Teresa l'ho ideata io, mi sarebbe risultato molto difficile identificarla in una fan del cricket o del découpage, che non conosco. E come detto nel precedente post, per me è idealmente consolante sapere che esiste Teresa lancia in resta, evviva la giustizia ( almeno sulla carta): nessun innocente finirà in galera, i veri criminali pagheranno in misura dei reati commessi. Dalla mia, continuo a scrivere, a occuparmi di consulenze di comunicazione, a stare con mio marito e con gli amici.

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